SRI LANKA – LA SPLENDIDA LACRIMA DELL’INDIA – 1à parte: Negombo e Sigiriya


Lo Sri Lanka, la splendida lacrima dell’India, con i suoi panorami verdissimi, il suo mare limpido, il suo calore e la sua gentilezza è la meta che quest’anno ci aiuterà ad ammorbidire il freddo inverno.
In velocità descrivo cosa serve per andarci cioè:
passaporto con validità residua di almeno 6 mesi;
visto di ingresso facilmente richiedibile online dietro pagamento di circa 50 dollari;
assicurazione completa da sottoscrivere immediatamente dopo la prenotazione del volo. Di solito io mi affido a Imaway; ha un buon rapporto qualità/prezzo e per qualsiasi richiesta risponde sempre celermente;
prenotazione del primo alloggio. Per il resto noi preferiamo organizzarci strada facendo; ci sono così tante cose da vedere e luoghi da visitare che pianificare tutto prima di partire risulta difficile…vivremo un po’ (ma non troppo) all’avventura. Però un’idea di massima ce l’abbiamo: arrivo all’aeroporto di Colombo e primo pernottamento a Negombo, consigliato perchè vicino all’aeroporto e per un assaggio di mare; seconda tappa a Sigiriya, famosa per la Lion Rock e le bellezze naturalistiche; terza tappa a Ella, conosciuta per il treno panoramico che passa tra le piantagioni di tè e per i panorami mozzafiato; ultima tappa al mare, sulla costa ovest, spaziando tra Mirissa e Galle. Poi, strada facendo, si vedrà.
Volo: Per noi veneti un buon volo di 11 ore totali parte da Bergamo con Air Arabia, con uno scalo veloce e arrivo all’aeroporto di Colombo la mattina prestissimo (per meglio dire notte fonda) mentre al ritorno viaggiamo con FlyDubai sempre con uno scalo di circa 2 ore e arrivo a Bergamo dopo 14 ore totali.
Apro qui una lunga parentesi per chi, come noi, in questo marzo 2026, si è trovato intrappolato nella questione della guerra tra Iran e Stati Uniti/Israele, con spazi aerei chiusi, voli cancellati e milioni di persone bloccate negli aeroporti. Noi, appena ci rendiamo conto della situazione che sembra aggravarsi ogni giorno di più, proviamo a recarci in aeroporto ma anche negli uffici delle compagnie aeree non sanno esattamente come muoversi. Perciò, per non rischiare, preferiamo prenotare dapprima un volo che ci porta a Bangkok (noi la adoriamo perciò ci fermeremo lì tre giorni) e poi con la compagnia cinese China Eastern Airlines e tre voli consecutivi, atterriamo a Malpensa per poi prendere lo shuttle che porta a Bergamo.
Da notare che ad ogni scalo, sia in Thailandia che in Cina, nonostante i siti non lo riportino, bisogna compilare online un modulo di entrata con i propri dati, la destinazione ecc.. Perciò preparatevi a perdere un po’ di tempo facendo l’accesso al wi-fi dell’aeroporto per poter salvare tutto nel telefono. Nei check-in cinesi, inoltre, non fanno passare Power Bank e batterie delle Go pro…tutto cestinato!
Ma ripartiamo dall’inizio.
Il volo di andata con Air Arabia è leggermente in ritardo e allo scalo ci tocca correre un po’ per la coincidenza ma non siamo gli unici. Air Arabia è una compagnia senza fronzoli, non portano pasti e bibite che in verità si possono prenotare al momento dell’acquisto del biglietto oppure si possono comperare direttamente in volo, il costo non è neanche alto.
Appena scesi all’aeroporto di Colombo in Sri Lanka troviamo un tassista che ci propone un driver per un’intera settimana con tappe nei siti più importanti. Il prezzo sarebbe davvero conveniente ma noi preferiamo essere liberi e decidere giorno per giorno.
Acquistiamo subito la Sim della compagnia Dialog, davvero economica, con giga illimitati e minuti di chiamate. Risulterà perfetta per tutto il viaggio

NEGOMBO


Cambiamo un po’ di soldi e via, verso Negombo, da tutti consigliata come prima tappa perchè molto vicina all’aeroporto e buona base di partenza per l’intero paese.
Il nostro primo hotel è il Srinill beach resort, molto carino, sembra di stare in Grecia, col suo arredamento bianco e azzurro.

Srinill beach resort

E’ vicino a Negombo beach che altro non è che una lunga via con bei locali che si susseguono sia a destra che a sinistra. La spiaggia e il mare non proprio trasparente non ci conquistano, pur offrendo alcuni scorci molto suggestivi e qualche locale fronte spiaggia con cibo semplice ma buono. Non ci sono spiagge attrezzate, solo qualche sdraio a pagamento negli hotel lungo la spiaggia. In verità è domenica e non ne troviamo nessuno libero ma ci accontentiamo di una bella radura erbosa all’ombra di imponenti palme.


Lungo le strade notiamo subito la quantità incredibile di cani liberi. Sono buonissimi e dolcissimi, non importunano mai. Non so come ci riescano ma sanno attraversare la strada senza mai ferirsi, nonostante il traffico di motorini, tuk tuk e auto. Scopriremo poi che i cingalesi, pur non tenendoli a casa, sono sempre pronti a preparare loro qualcosa da mangiare.
Un’altra cosa che abbonda qui sono i tuk-tuk. Li adoro, sono un vero salvavita. Con pochissimi soldi (sempre contrattare oppure usare l’app Pick me, incredibilmente facile ed economica, indispensabile direi) ti portano ovunque e ce ne sono tantissimi anche negli angoli più remoti dello Sri Lanka.

Il primo ci porta a fare un tour conoscitivo a Negombo che è molto più grande di quanto pensassi. Imperdibili: il mercato del pesce con il suo odore fortissimo e i pescatori intenti a essiccare e tagliare enormi quantità di pesce, un piccolo tempio di Buddha, i canali olandesi e il grandissimo mercato della domenica con frutta e verdure mai viste. La città, con la sua confusione, i suoi odori, la sua gente umile e indaffarata, la sua ricchezza di sole ma anche la sua povertà e i suoi luoghi a volte squallidi ci conquistano immediatamente.


Il ragazzo che lavora nel nostro hotel ha amici ovunque. Tassisti, ristoratori, venditori di gite, riesce ad organizzare qualsiasi cosa. Riesce perfino a procurarci due biciclette (si trovano molti motorini a noleggio ma le bici sembrano merce rara). Una è la sua e l’altra se la procura da alcuni vicini che ci guardano partire con apprensione, non sanno che ne avremo la massima cura, nonostante io riesca a bucare. Percorriamo Negombo in lungo e in largo, scoprendo angoli e stradine nascoste dove la vegetazione esplode meravigliosa e dove tutti ci sorridono, I bimbi, poi, si sbracciano e gridano “hello” e “hi” in continuazione. Le ragazze si girano a guardare i miei capelli biondi…proprio loro con quei meravigliosi e lucidi capelli neri che si ritrovano.

SIGIRIYA: PIDURANGALA ROCK, LION ROCK, SAFARI


Nonostante ci si possa spostare da una città all’altra in autobus, visti i prezzi modici, preferiamo coprire le grandi distanze in taxi. Ci permette di viaggiare più velocemente e di godere appieno dei panorami, su strade ornate di palme dove ogni tanto compare qualche scimmia e qualche mucca. Le strade diventano meno trafficate mano a mano che ci si addentra verso il centro dell’isola ma gli innumerevoli chioschi che vendono cibo o frutta pullulano anche nei luoghi più remoti.
La prossima tappa è Sigiriya, un piccolo e quieto paese rurale lontana dalla costa e famoso per la grandiosa Lion Rock, il luogo probabilmente più conosciuto e fotografato dello Sri Lanka. Arriviamo a Sigiriya troppo tardi per andarci e preferiamo cominciare dalla sorella più piccola, Pidurangala rock, situata proprio di fronte alla Lion Rock.

Pidurangala rock con vista su Lion Rock

Il taxi ci lascia al Jungle Crown Cabin, la bellissima palafitta immersa nella foresta che sarà casa nostra per i prossimi giorni. Il nostro ospite è fuori ma ci accoglie la sua famiglia, due sorridenti e gentili vecchietti e la loro nipotina che non parlano inglese ma sono così gentili che ci fanno subito sentire a nostro agio.

Jungle crown cabin Sigiriya

Da lì agguantiamo il primo tuk tuk che passa e ci facciamo portare all’entrata della Pidurangala Rock, non prima però di chiedere se ci può portare da qualche parte a mangiare qualcosa. Con nostra sorpresa si ferma davanti ad un’accogliente chiosco chiamato Nirmala restaurant, dove non c’è nessuno ma dove ci fa preparare dalla moglie un incredibile e tipico pasto cingalese con riso al curry, pane roti, dhal curry e altre cose deliziose che a pensarci sento ancora l’acquolina in bocca. Sarà davvero una meravigliosa accoglienza.

Nirmala restaurant

PIDURANGALA ROCK

Ora sì che siamo pronti a salire in cima alla rocca Pidurangala. Il tuk tuk ci porta davanti al sentiero che sale dove dobbiamo pagare per l’entrata al tempio che si incontra dopo pochi scalini. E’ l’unico luogo dove bisogna coprirsi le spalle e le gambe ma all’entrata si possono trovare foulard a disposizione di tutti, basta rimetterli giù quando si torna.

Il tempio è piccolo e poco interessante mentre il percorso per salire è davvero bellissimo, tra rocce e gradini immersi nella vegetazione più selvaggia. Incontriamo parecchia gente e, verso la fine, qualcuno ci sconsiglia di continuare perchè l’ultimo tratto è quasi una scalata. Però noi, che siamo come San Tommaso che non ci crede se non ci mette il naso, continuiamo imperterriti e, arrivati all’ultimo tratto, ci rendiamo conto che è davvero impegnativo, con passaggi stretti e difficoltosi oltre ad una fila infinita di gente che, dovendo fare attenzione, ci mette un bel po’ a salire.

Assolutamente sconsigliato a chi è sovrappeso perchè gli spazi sono angusti e a chi non ha una discreta forma fisica perchè, anche se breve, è pur sempre un’arrampicata. Superiamo le nostre paure e con molta attenzione arriviamo alla vetta. E lì devo dire che ci si sente completamente ripagati dalla fatica. Il panorama si apre sulla foresta sottostante e proprio di fronte c’è la Lion Rock, in tutta la sua bellezza. Ci troviamo un posto comodo e aspettiamo gli incredibili colori di un indimenticabile tramonto. Tra tanta gente c’è perfino qualche cane che, chissà, forse seguendo qualcuno o solo alla ricerca di cibo, è salito fin quassù.

La discesa sarà più semplice anche se dovremmo fare una lunga fila perchè tutti scendono immediatamente dopo il tramonto e di gente ce n’è davvero molta. All’uscita fatichiamo un po’ a trovare un mezzo che ci porti a casa perchè gli abitanti qui non amano guidare al buio per paura degli elefanti. Inoltre qui l’app pickme non funziona, capiamo che sarebbe stato meglio far aspettare il tuk tuk che ci aveva portato qui. Fortunatamente troviamo una francese che condivide il suo passaggio con noi. Anche lei, come noi, ha in programma di andare alla Lion Rock la mattina seguente e, anche lei come noi e moltissimi altri, dietro consiglio dei locali, alle 5 di mattina, per ammirare l’alba.

LION ROCK


Patrimonio Unesco, la vetta di questa rocca si raggiunge attraverso scalinate e passerelle che si inerpicano e offrono una vista incredibile sulla vegetazione sottostante. Giunti all’ampio pianoro sommitale si possono ammirare i resti dell’antico palazzo di re Kashyapa, risalente al quinto secolo d.C.
Il nostro padrone di casa ci organizza tutto: una colazione al sacco e un tuk tuk puntualissimo che alle 5 del mattino seguente ci porta all’entrata della Lion Rock. L’atmosfera del mattino presto, col buio ma già con la temperatura tiepida, è uno spettacolo.

Arriviamo all’entrata della rocca e ci rendiamo conto che tutti i turisti sembrano essere qui. Facciamo il biglietto e ci incamminiamo lungo i giardini che ci accompagnano fino all’inizio delle scalinate che ci porteranno alla cima. E’ ancora buio ma riusciamo già ad immaginare la bellezza di questi grandi giardini su cui poggia l’imponente rocca. La salita non è affatto impegnativa ma molto suggestiva perchè alterna scalini scavati nella roccia e vertiginose passerelle di metallo. L’arrivo alla sommità ci lascia senza fiato: il sole sta salendo e coi suoi raggi illumina le rovine del palazzo, con piattaforme di mattone rosso, piscine e scalinate che collegano i diversi livelli, il tutto perfettamente in sintonia con il panorama sottostante fatto di risaie, una verdissima foresta e qualche costruzione di legno che vuole farsi strada tra la fitta vegetazione.

Anche qui incontriamo dei cani dolcissimi e delle più riservate scimmie. Scendendo passiamo a vedere dei curiosi graffiti raffiguranti bellissime figure femminili. L’alba ha portato un bel sole che ora ci lascia godere appieno della vista dell’imponente rocca e dei giardini ben curati. Bella la passeggiata di ieri a Pidurangala, ma questa è davvero fantastica!

i graffiti di Lion Rock

SAFARI

Nel pomeriggio riusciamo perfino a fare un safari. Non si tratta dei giganteschi safari africani con l’avvistamento di decine di specie animali, ma solo della possibilità di vedere elefanti, bufali e qualche uccello. Però l’idea di farci scorrazzare da una jeep in mezzo alla foresta ci basta per lasciarci convincere dal nostro padrone di casa che, come al solito, ci organizza tutto. Così, alle 14 in punto saliamo su una jeep tutta per noi con un autista giovanissimo e simpatico che ci porta al Samana Jeep Safari Habarana. La prima mezz’ora è un po’ noiosa perchè non riusciamo ad avvistare niente. Poi, dapprima dei bufali intenti a fare il bagno e poi due numerose famiglie di elefanti, una delle quali attraversa la strada proprio di fronte a noi. Tra di loro c’è un cucciolo che in una buca quasi inciampa per riuscire a stare dietro ai suoi genitori. E’ davvero dolcissimo!


Concluderemo la giornata in centro a Sigiriya, un’unica breve strada immersa nella vegetazione disseminata di caratteristici locali dove riusciamo perfino a bere un buonissimo cappuccino e ad assaggiare il buonissimo kottu roti, una miscela di pane sottile tritato con verdure e spezie e saltato in padella. Slurp!

Addio a Sigiriya

To be continued ….a breve il prossimo articolo: Ella – Sri Lanka

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