A spasso per la Thailandia tra Phuket e Koh Samui – 7à parte – Mad Sum Island

21 gennaio: Mad Sum Island

Mad Sum Island

Seguendo il consiglio di un ristoratore italiano che vive qui da qualche anno, oggi andiamo a Koh Mad Sum, una piccolissima isola a sud di Koh Samui. Nei giorni passati il mare era piuttosto mosso e qualche nuvola accompagnava il tardo pomeriggio ma oggi sembra che il mare sia più calmo e che la giornata sia proprio quella giusta. Col nostro motorino ci rechiamo verso la spiaggia di Laem dove ci sono diverse barche che portano all’isola. Il luogo è assai tranquillo, con pochi e spartani locali lungo la spiaggia. Appena parcheggiamo il motorino una vecchietta con un dente ogni tre giorni ci assale offrendoci passaggi sulle long tails per la traversata. La cifra ci sembra un po’ troppo esosa e l’unico modo di risparmiare sarebbe quello di condividere la barca. Però non è che in giro ci siano tanti turisti così targiversiamo un po’. Fortuna vuole che individuo una coppia di francesi che accettano subito di fare la traversata con noi. L’unico loro problema è quello di trovare qualcosa da mangiare una volta nell’isola ma la signora sdentata ci assicura che c’è un chiosco ben fornito con cibo e bevande e tanto basta a convincerli. Così, una coppia di italiani e una di francesi partono alla volta di Mad Sum. Ci si potrebbe anche spingere sino ad un’altra isola vicina, ma a nessuno di noi interessa, ci basta passare qualche ora in quello che ci è stata descritto come un luogo paradisiaco, con acque cristalline e sabbia candida. La partenza è calma ma appena ci spingiamo in mare aperto la barca comincia a ballare parecchio e le ondate ci bagnano dalla testa ai piedi. Miro se ne sta tranquillo aggrappato dove può, io e il francese ce la ridiamo perché è una cosa davvero emozionante e la moglie, che in questo momento credo mi stia odiando, sbuffando e brontolando, cerca di coprirsi con asciugamani e quanto le capita in mano mandando imprecazioni verso il mare (o verso suo marito o, magari, verso me che li ho coinvolti in questa movimentata gita). Il nostro marinaio, nonostante la giovanissima età, sembra tranquillo e governa con calma e sicurezza la sua long tail fino a portarci, in circa mezz’ora, verso le coste dell’isola dove il mare è molto più calmo, permettendoci di scendere dalla barca senza alcuna difficoltà.

Il nostro capitano

Sabbia chiara, acqua trasparente, altissime palme e il risto-chiosco in legno strategicamente posizionato davanti all’attracco, regalano la classica visione di isola thailandese.

Ci accordiamo con il nostro marinaio e i francesi per ritrovarci dopo circa 4 ore e ci lanciamo immediatamente all’esplorazione di questo piccolo angolo di paradiso. I pochi turisti sono quasi interamente concentrati vicino al chiosco, nel nostro giro incontriamo pochissime persone e ci godiamo appieno quest’atmosfera fuori dal tempo. Ci sono angoli spettacolari, con le foglie delle piante che arrivano fino al mare in un accostarsi di tonalità verdi e azzurre che lasciano stupefatti.

Mad Sum Island – Koh Samui

 Intravediamo da lontano l’unico resort dell’isola ma dobbiamo resistere alla curiosità di andare a sbirciarlo perché è troppo lontano. Ci immergiamo nel mare che, pur non essendo cristallino come ci aspettavamo, è caldo e calmo. C’è una lunga striscia di sabbia che si inoltra nel mare formando un corridoio dove si può camminare per un bel po’ bagnandosi solo i piedi, accompagnati da piccolissimi pesci trasparenti.  

Koh Mad Sum . Koh Samui

Però non sono i pesci gli unici animali di quest’isola. Con nostra sorpresa scopriamo che qui vive una piccola e prolifica colonia di cinghiali. Sono abituati ai turisti e perciò passeggiano serafici. Se qualcuno offre loro del cibo lo accettano ma non infastidiscono nessuno. I piccoli, come i cuccioli di tutte le razze, sono carinissimi e se ne stanno in disparte con le loro mamme dietro il ristorante. Mai avrei pensato di trovare dei simpatici maiali in una quieta isola thailandese.

Sta arrivando qualche nube ma non ci importa perché è giunta l’ora del ritorno che è molto più calmo dell’andata. Il mare ha messo giudizio e la traversata risulta più veloce e tranquilla, con buona pace della nostra amica francese.   

Le nuvole si stanno addensando e, avvicinandoci a Chaweng, comincia qualche goccia che in un attimo si trasforma in diluvio. In motorino non è molto sicuro viaggiare sul bagnato perciò ci ripariamo sotto la reception di un hotel nei pressi di Crystal beach, a pochi km dal nostro hotel. Avevamo già notato i grovigli di fili elettrici nelle città thailandesi e, proprio mentre siamo lì, sentiamo uno scoppio e vediamo poco più giù del fuoco mentre un filo elettrico cade in strada. Le luci dell’hotel si spengono e vediamo le receptionist dell’hotel chiamare immediatamente la società elettrica dando istruzioni sul luogo dell’accaduto.  Un cane spaventato abbaia concitatamente in direzione dello scoppio e poi se ne va contrariato per la sua strada. In pochi minuti la pioggia smette e, dopo esserci chiesti come faranno a sistemare quel caos di fili, ce ne torniamo al sicuro e all’asciutto nel nostro hotel.

To be continued….

Lascia un commento