A spasso per la Thailandia tra Phuket e Koh Samui – 3à parte – SIMILAN ISLANDS

13 gennaio: Similan Islands

SIMILAN!! Finalmente!!! Dopo 3 anni di Thailandia e vari rinvii dovuti più che altro all’alto costo di questa gita, finalmente ci siamo. Partenza all’alba con un furgoncino che ci viene a prendere davanti all’hotel e che ci accompagna fino al porto di Tab Lamu dove un potente motoscafo ci attende.

Sunrise at Tab Lamu Pier

Siamo un gruppo di circa 20 persone tra cui 6 italiani. La nostra guida, Claudio, pensando di farci un favore, ci fa salire sul davanti della barca e, mentre partiamo, ci spiega ciò che andremo a vedere.

Ready to go

Usciamo piano dal porto ma appena la velocità aumenta ci ritroviamo a balzare sulla barca come fossimo sul tagadà. Se ai primi salti la cosa può sembrare divertente, dopo un po’ la schiena chiede pietà e Miro, che non ama questo tipo di divertimento, entra a cercarsi un posto più consono. Oltretutto non sta neanche tanto bene. In un viaggio così lontano da casa, con abitudini, orari e cibi così diversi, il corpo ha sempre bisogno di acclimatarsi e un paio di giorni di malessere possono capitare. A me è capitato ieri e oggi tocca a lui. Diciamo che la nostra guida poteva essere un po’ più furba e, essendo stati i primi a salire sulla barca, poteva farci sedere sulla parte posteriore che è sicuramente la più comoda e quella che offre meno scossoni e minor possibilità di mal di mare. Probabilmente il suo amore per il mare e l’aria aperta non lo portano a pensare che forse non tutti sono come lui. D’ogni modo, felici di non aver fatto colazione, le 2 ore di traversata passano e la prima sosta è a Donald Duck Bay (isola n. 8). L’immagine che ci appare già da lontano è proprio quella che abbiamo tante volte visto nelle foto: rocce rotonde e lisce immerse nel verde che si innalzano sopra una spiaggia bianchissima e un mare strepitoso.

View Point Donald Duck Bay – Similan Islands

Se vogliamo approfittare del view point prima che arrivi troppa gente, ci dobbiamo affrettare. Così, appena sbarcati, Claudio ci guida tra rocce e scalini naturali, fino alla roccia più alta, la Sail rock  da dove la vista è davvero stupefacente. Ciò che colpisce maggiormente è il colore dell’acqua, nelle più diverse tonalità di blu e azzurro, assieme a queste rocce lisce e rotondeggianti che sembrano davvero becchi d’anatra.

Similan Islands: Sail Rock

Scattiamo meravigliose foto, aiutati anche da Claudio che scopriamo essere un grande appassionato di fotografia e che ci suggerisce le pose e gli sfondi migliori.

View Point Donald Duck Bay – Similan Islands

Torniamo giù per lasciare spazio ad altri turisti ma anche per appoggiare i piedi su una sabbia incredibilmente candida e soffice come la più raffinata delle farine.

White sand

Purtroppo non c’è tempo per il bagno, bisogna ripartire subito per rispettare il programma completo.  Ciò che non amo di queste gite è la fretta con cui si deve fare tutto. Capisco che i tempi siano stretti ma un po’ più di calma farebbe apprezzare di più quelle cose e quei luoghi dove quasi sicuramente non torneremo più. Dopo un breve tragitto raggiungiamo il primo luogo previsto per lo snorkeling. Io e Natascia, l’altra ragazza italiana, abbiamo appena il tempo di infilarci la maschera che Claudio ci prende per mano guidandoci a destra e sinistra alla ricerca di ogni varietà di pesci che si possa trovare qui. Per la verità la barriera corallina non è delle più spettacolari, in qualche tratto è quasi inesistente, rendendo il fondo del mare completamente sabbioso e vuoto. In alcuni tratti però possiamo incrociare pesci di tantissimi colori e forme, dai più piccoli anemoni a più grandi di specie che non conosco. L’essere stata l’anno scorso a Koh Lipe, che è una magnifica isola al sud della Thailandia, e avendo visto una barriera corallina che non ha niente da invidiare a quella delle Maldive, il confronto arriva inevitabile e la vittoria non è di certo qui. Però è comunque uno snorkeling ricco di fascino ed entusiasmante.

Ba Ngu Island

Riprendiamo il mare fino all’isola Ba Ngu, (isola n. 9) dove ci fermiamo a mangiare lo squisito cibo che è stato portato qui in barca, i cui avanzi dovranno essere riportati indietro fino all’ultima briciola perché le Similan sono parco nazionale e non si può lasciare nulla in spiaggia; “leave nothing but your footprints” (non lasciare niente tranne le tue impronte) recita un simpatico cartello. Peccato che sia io che Miro siamo sottosopra e non riusciamo a buttar giù niente, così ci troviamo un angolo nella piccola spiaggia per riposarci. Oltretutto, non avendo mangiato, possiamo pure fare il bagno immediatamente in un’acqua caldissima e trasparente.  Cerco qualche pesciolino ma qui a riva non ce ne sono così lascio Miro a riprendersi e mi lascio guidare da Claudio che mi fa un vero e proprio servizio fotografico, scattandomi una quantità innumerevole di foto rese meravigliose da questi indescrivibili sfondi, luci e colori.

Ba Ngu Island

Si riparte ma prima di tornare al porto facciamo un’altra pausa per lo snorkeling. La nostra guida prende me e Natascia per portarci alla ricerca delle tartarughe, facendoci allontanare parecchio dalla barca. Io fortunatamente ho il giubbotto salvagente e rimango a galla senza fatica, Natascia, che invece ha solo le pinne, rimane quasi senza fiato per stare al “passo” con Claudio e si spaventa anche un po’ perché è davvero stanca. Claudio la aiuta e finalmente arriviamo alla barca ma la remota possibilità di vedere le tartarughe è rimasta tale dato che proprio non ne abbiamo viste.

Rientriamo al porto dove ringraziamo e salutiamo Claudio e riprendiamo il pulmino che ci riporterà in hotel. Chiacchierando con i nostri compagni d’avventura scopriamo che Natascia e suo marito abitano poco lontano dal nostro paese e ci vengono spesso per lavoro. Ci sarà sicuramente modo di ritrovarci, non qui però, perché la loro vacanza è agli sgoccioli. Quando ci rivedremo ricorderemo sicuramente questa bella e movimentata giornata.

Italiani in vacanza

To be continued….

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