
09 gennaio – Karon Beach

La baia per cui eravamo venuti qui l’abbiamo vista perciò oggi ci spostiamo verso il sud di Phuket. Phuket è la più grande e conosciuta isola della Thailandia. Lungo le sue coste si concentrano il maggior numero di turisti di tutto il paese e vi si trovano alloggi adatti a tutte le tasche. Tra le varie località, quest’anno scegliamo Karon beach, situata più o meno al centro della fascia costiera. Qui si trova un’agenzia, Amici di Phuket, che organizza tour di ogni genere con guide italiane. È da tanto che Miro desidera andare alle isole Similan, un arcipelago formato da 9 isole che sono parco marino dal 1982 e che, a detta dei vari forum letti, offrono siti di immersione tra i più belli al mondo. Avremmo potuto andarci anche da dove eravamo ieri ma Miro, che già da tempo è in contatto con Amici di Phuket, è convinto che sia meglio andarci con loro piuttosto che con una di quelle compagnie cinesi che organizzano frettolosi e caotici tour. Così, dato che tale gita non si può prenotare via mail ma solo in agenzia, appena arrivati a Karon, vi ci fiondiamo per prenotarla. All’interno troviamo Martino, il titolare, assieme ad una compagnia di romani che si stanno facendo illustrare tutte le gite possibili e immaginabili, facendo un’infinità di domande su tutto. Dopo circa mezz’ora mi rompo le scatole e decido di andarmene ma, ripensando a quanto Miro desideri fare questa escursione, decido di tornare a sedermi e pazientare. Se non altro, il mio alzarmi dalla sedia serve a dare una mossa a Martino che decide di tagliare corto con i romani, permettendo anche a noi di chiedere qualche informazione. Per prima cosa ci consiglia altre mete perché, a suo dire, Le Similan non sono più belle come una volta. Inoltre, la data da noi prescelta per andarci non ha più disponibilità (com’è che in un posto che non è poi così bello i posti sono già tutti presi??). Sono mesi che Miro manda mail a questo tizio e adesso mi viene a dire che non si può prenotare per il venerdì da noi deciso ma bisogna aspettare il lunedì successivo. Questo scombina tutti i nostri programmi perché lunedì dovevamo partire per Koh Yao Yai (altra meta sconsigliata da Martino perché “è noiosa, non c’è nulla da fare”). Ci riserviamo di pensarci un po’, anche perché dobbiamo provare a cancellare la prenotazione per l’hotel di Koh Yao Yai e trovare una sistemazione per qualche giorno in più a Karon. Un po’ contrariati andiamo almeno a riempirci lo stomaco visto che ormai si sono fatte le 3 di pomeriggio. Con la pancia piena si ragiona meglio. Riesco a disdire senza penale l’hotel di Koh Yao Yai e perciò torniamo subito in agenzia per prenotare per le Similan che, a dispetto di qualsiasi suggerimento e intoppo, quest’anno non ci lasciamo scappare. Gita peraltro un po’ costosa ma speriamo ne valga la pena. Più tranquilli andiamo in hotel, il Karon Living Room, un alloggio senza grandi pretese ma con una camera grande e pulita e ragazze simpaticissime alla reception. Siamo a pochissimi minuti a piedi dalla via centrale con la sua moltitudine di negozi, locali, ristoranti e …russi. Si, perché in questi ultimi anni il turismo di Phuket è fatto in grandissima percentuale da questa grezza e maleducata (a mio personale avviso e per mia personale esperienza) popolazione.

10 gennaio – Kata Noi Beach

Ah…oggi ci dedichiamo ad attivare la melanina. Siamo via da 4 giorni e non ci siamo mai fermati a goderci spiaggia e sdraio. Come al solito noleggiamo il motorino e scegliamo Kata Noi beach, una lunga spiaggia attrezzata. Per la solita cifra di 200 bath prendiamo due lettini e un ombrellone. In Thailandia si può contrattare il prezzo di qualsiasi cosa, fuorché quello per il lettino in spiaggia: che si arrivi alle 9 di mattina oppure alle 5 di sera, il prezzo è sempre il medesimo. Se arrivi nel tardo pomeriggio e provi in tutti i modi a spiegare ai noleggiatori che ci rimarrai per poco più di un’ora (dato che alle 17,30, massimo alle 18,00 ti chiedono gentilmente di alzarti perché devono riordinare tutto), non c’è modo di riuscire ad abbassare il prezzo. Comunque per noi è lo stesso dato che, pur arrivando di mattina, sul lettino ci stiamo sì e no mezz’ora, curiosi come siamo di andare in giro a scoprire ogni angolo, cosa che facciamo immediatamente, scoprendo così un pittoresco angolo di rocce e palme. Come sempre i contrasti cromatici tra le rocce e il mare sono spettacolari. L’acqua è limpida e qualche pesce colorato fa la sua timida comparsa vicino alla riva, senza spaventarsi troppo alla vista delle ragazze che, con uno sfondo così, si sentono in mezzo ad un set fotografico e si fanno scattare foto nelle pose più bizzarre.

Quando torniamo ai lettini, ci ritroviamo vicini ad alcuni italiani, uno dei quali torna qui da moltissimi anni, fermandosi anche per 3 mesi. Affitta sempre lo stesso bungalow e si è perfino comprato un motorino. Parla benissimo anche delle cliniche mediche, estetiche ed odontoiatriche, sia per la preparazione dei medici che per la cura e la bellezza degli stessi stabili. Il tutto, inoltre, a buonissimi prezzi. Ci racconta di essere stato ricoverato per un problema medico e di essere stato trattato come un re. Chiaramente la cosa essenziale da fare per un turista è una buona assicurazione medica. Noi la facciamo sempre con Columbus. Per ora, fortunatamente, non ci è ancora servita ma siamo tranquilli perché ne abbiamo sentito parlare bene.
Poco lontano da qui c’è un bellissimo punto panoramico che offre una vista spettacolare sul mar delle Andamane e su alcune delle spiagge di Phuket, tra cui anche questa dove siamo oggi.

Ci eravamo già stati l’anno scorso ma, oltre al panorama, si unisce la bellezza della strada da percorrere per arrivarci: una lunga salita immersa in una rigogliosa vegetazione dalle forme e dimensioni che sembrano uscire dai cartoni animati. Con il motorino, dopo essersi scaldati tutto il giorno al sole, è una vera gioia percorrerla, godendosi l’aria più frizzante del tardo pomeriggio e fermandosi ad ammirare il tramonto in uno dei tanti bar costruiti di proposito su questa collina. Lungo la strada c’è anche una piccola riserva di elefanti dove ci fermiamo ad ammirarne uno che, beatamente, si sta facendo fare la doccia da un guardiano. È uno spasso: muove le orecchie avanti e indietro, alza prima una gamba e poi un’altra, si gira e si lascia spruzzare. Il guardiano ce lo porta vicino e lui, con la proboscide, tocca il braccio di Miro, emettendo un gesto che sembra un saluto. È di una dolcezza infinita. Quando il guardiano lo porta verso il suo recinto, muove le orecchie come per salutarci e si gira perfino a guardarci. Non è solo dolce, è commovente. Miro, che già amava questi animali, ora ne è rapito.

11 gennaio – Laem Singh Beach

C’è una piccola spiaggia a Phuket che, fino all’anno scorso, si poteva raggiungere solo in barca e ad un prezzo non certo economico. Ma in Thailandia le cose cambiano in fretta e quello che oggi può sembrare impossibile, diventa possibile poco dopo. Laem Singh Beach ne è la riprova. Quest’anno, infatti, ci si può arrivare anche via terra, attraverso un piccolo sentiero che parte da una spiaggia adiacente, Surin Beach, e che, attraverso piccoli ponti in legno e rocce, arriva fino a questa splendida spiaggia dove c’è perfino un piccolo ristorante all’aperto.

È stato proprio il suo proprietario a sistemare questo tratto, lungo circa 1 km, immerso nella vegetazione da una parte e accompagnato dal mare dall’altra. Il ristorante, con le sue poche sedie, si sviluppa in lungo e stretto, abbarbicato sulla scogliera ma con tutto l’occorrente per fare buonissimi piatti tipici e dove, quando torneremo per pranzare, troveremo anche del buonissimo vino bianco. La cucina è divisa dall’esterno da una tenda. Sbircio dentro per capire come si possa far funzionare una cucina in quella posizione così scomoda ma vedo che non manca nulla. Ancora una volta mi stupisco per l’ingegnosità e l’intraprendenza di questo popolo. Non posso che complimentarmi con il proprietario per il gran lavoro fatto, approfittando per rubare una foto a lui e ai suoi gentili e sorridenti collaboratori.


Pochi passi ancora e siamo in spiaggia, una tipica spiaggia da cartolina, con le palme grandissime, la sabbia finissima e l’acqua splendida. C’è pochissima gente, e questo la rende ancora più affascinante. Ci sono anche dei simpaticissimi cani con il ciuffo che si rincorrono e che di tanto in tanto si scavano delle buche nella sabbia per proteggersi dal caldo. Si abbeverano da una piccola cascata naturale e si fanno benvolere dai turisti accettando, senza infastidire, il cibo che viene loro offerto.

To be continued…..
