TRA FLORIDA E MESSICO – 4a puntata – CANCUN

Cancùn

A Playa del Carmen (vedi articolo precedente) https://siviaggiare.video.blog/2025/02/25/gennaio-tra-florida-e-messico-parte-2a-playa-del-carmen/ non c’è modo di prenotare i taxi via app come Uber, ma i taxi sono tanti e si riesce sempre a contrattare un buon prezzo per spostarsi, specie per chi, come noi oggi, si deve trascinare appresso due gigantesche valigie. Ad ogni viaggio ci ripromettiamo di viaggiare leggeri ma al momento di riempire la valigia, cadiamo in tentazione di mettere questo sì e quest’altro anche. In poco più di un’ora, il nostro taxi ci porta a Cancùn, una città dalle grandi contraddizioni: da una parte i 32 km della zona hotelera, ossia una lunga lingua di sabbia completamente edificata con monumentali hotel, discoteche tra le più moderne e ricche residenze per la classe alta e dall’altra la parte periferica che in alcune zone sfiora il degrado. In mezzo a tutto questo sta il centro città, con i quartieri residenziali per la media borghesia. In verità staremo qui così poco che non avremo modo di esplorare tutto questo anche perché il sole, che finora è stato assai malandrino, sembra finalmente volerci bene permettendoci di godere delle spiagge e dei costumi rimasti accantonati.  Il piccolo hotel Sina Suites che abbiamo prenotato sempre via Booking, ci dà il benvenuto con la sua splendida piscina fronte mare che assieme ad un cielo azzurro e un meraviglioso tepore, ci fa felici. Molto meno rassicurante seppur simpatico il cartello posto al limite del pontile, che avvisa la presenza di coccodrilli. Ma tanto, chi  avrebbe il tempo di fare il bagno lì? Abbiamo troppe cose da vedere!

Muniti di cartina e curiosità cominciamo la visita di questa parte di mondo. Le spiagge che corrono lungo la lunga zona hotelera sono davvero molte, da Playa Delfines a Playa Tortuga, passando per Playa Gaviota Azul e molte altre. Fortunatamente c’è un modo molto comodo per spostarsi: gli autobus che sfrecciano continuamente da nord a sud lungo la principale (nonché unica) arteria di Cancùn. Fanno parecchie fermate a se, come noi, non si conosce ancora niente di questa città, gli autisti ti dicono anche dove scendere. Che ci si fermi dopo 100 metri o dopo 10 km, la corsa ha lo stesso economicissimo costo. Poi, quando si decide di tornare, ci si mette dall’altra parte della strada e si riprende un altro autobus con lo stesso sistema. Meglio avere i soldi giusti o comunque tagli piccoli perché gli autisti, in pochi secondi, devono fare il biglietto, darti il resto, rispondere alle tue domande e guidare. Rimarremo stupiti ogni volta dalla velocità e destrezza con cui riescono a fare tutto questo.

La prima spiaggia che visitiamo è Playa Delfines, all’estremo sud della zona hotelera. Scendendo dall’autobus la riconosciamo subito per la presenza delle statue di 4 delfini a grandezza naturale e per l’abbagliante bellezza dei colori del mare che virano dall’azzurro al blu creando un bellissimo contrasto con le nubi bianche e viola e la sabbia bianca punteggiata da ombrelloni di paglia.

Playa Delfines
Playa Delfines – El Mirador – Cancùn

La spiaggia è enorme e ben organizzata, con i bagni e gli ombrelloni (palapas) gratuiti. Si trova qui anche la scritta “Cancùn” meta di turisti in fila in cerca della perfetta foto ricordo.

Qui le spiagge sono più ventose che al nord ma la sabbia è invitante e soffice e sembra esortarci a stenderci per colorarci un po’. Non possiamo certo tornare a casa con ancora addosso il pallore invernale. Sarà una sosta breve ma molto rigenerante, mescolati tra i bagnanti con le loro scorte di cibo che consumano con gusto sotto gli ombrelloni. Poi il troppo vento e il mare tumultuoso ci spingeranno a spostarci verso nord, alla Playa Gaviota Azul, consigliataci dalla receptionist dell’albergo. Più piccola della precedente ma molto carina e con un mare calmissimo e turchese, a ridosso di diversi locali e vicinissima al vibrante centro della zona hotelera, offre scorci davvero meravigliosi, con un misto di sabbia e scogli molto suggestivo e una lunga passeggiata sulla sabbia che conduce fino ai frangiflutti pattugliati dai militari. Resisto alla curiosità; non glielo vado certo a chiedere perché stiano lì.  

Curioseremo il giorno dopo anche altre spiagge, come Playa Tortuga, dal nome così bello ma in realtà niente di che. È conosciuta perché si possono incontrare le tartarughe e perché vi partono i battelli per la vicina Isla Mujeres.

Playa Tortuga

Per noi che le tartarughe non le abbiamo viste e che non dovevamo prendere il battello, solo un rapido passaggio prima di riprendere l’autobus per il vicino centro commerciale La Isla Shopping Village, dove si erge altissima la ruota panoramica della città, chiamata El Sol de Cancùn. Sarà una breve parentesi che ci piacerà molto, con l’acquario immerso in un’architettura di ponti e canali che tanto ricorda la nostra Venezia; i tantissimi e assai carini negozi (peccato che le valigie siano già alla massima capienza) e i coloratissimi locali affacciati sulla laguna dove sicuramente il tramonto dà il meglio di sé.

La Isla Shopping Village
Gran Rueda El Sol de Cancùn

Però devo dire che anche dal bel ristorante a bordo piscina del nostro albergo il tramonto non è male. Così poi siamo pronti per la night life (ahahahah…degli altri) di questa vivace città. Passiamo davanti al Coco Bongo, discoteca famosa per gli spettacoli dal vivo con artisti molto bravi e dalle tematiche più svariate e coinvolgenti (così dicono perché noi, ahimè, non ci andiamo).

Il famoso Coco Bongo

Ci consoliamo mangiandoci una marquesita, tipico e delizioso dolce di strada e passeggiamo tra la moltitudine di locali, rimanendo impressionati dalla grandissima insegna del DCave, altro discobar del centro.

marquesita

Del resto qui si viene anche per questo: ballo, serate folli, addii a nubilato e celibato, boat party e divertimento a tutto tondo, senza limiti di età.

Finisce qui la nostra prima esperienza messicana. Seppur con momenti travagliati (vedi articolo precedente), il Messico, con i blu del suo mare, i verdi della sua terra, l’atmosfera allegra e scanzonata dei suoi pueblos, la sua storia ricca di mistero e curiosità, il suo cibo e tanto altro, ci ha conquistati e ci ha fatto scoprire una parte di mondo dove ci piacerebbe tornare. Per ora si torna a Miami per una nuova avventura: le Isole Keys.

…To be continued. Col prossimo articolo vi porto alle splendide Isole Key, in Florida

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