GENNAIO TRA FLORIDA E MESSICO – 3a puntata – CHICHEN ITZA – CENOTES – VALLADOLID – TULUM

Chichen Itza

Le acque cristalline e le barriere coralline di questa parte di mondo dovranno aspettare, dato che il sole fa i capricci. Però avevamo scelto Playa del Carmen anche per la vicinanza ad alcuni siti archeologici molto importanti, tra i quali Chichen Itza, una delle 7 meraviglie del mondo moderno. Lungo la quinta avenida di Playa del Carmen c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i tantissimi chioschi che vendono gite guidate a Chichen Itza, solitamente assieme ad altre destinazioni. Scegliamo un pacchetto che comprende l’autobus e la guida fino a Chichen Itza, la visita a Valladolid, una piccola e caratteristica cittadina che conserva ancora il tipico aspetto colorato delle città messicane; il pranzo con possibilità di assaggiare tipico cibo messicano e il bagno in un cenote nello Yucatan.

Non amo particolarmente queste gite organizzate perché solitamente includono qualche sosta di scarso interesse, però tolgono l’incombenza di guidare, di fermarsi a fare i biglietti per le varie visite e offrono una guida che rende il tragitto interessante con  informazioni sui luoghi e le culture che si andranno a visitare. Il nostro Jorge è un mattatore, sa mescolare cenni storici e aneddoti simpatici coinvolgendo anche i passeggeri più distratti e annoiati.  Il primo stop rinforza l’idea che ho di questi tour, con una visita ad un negozio di artigianato locale con annessa benedizione di un maestro spirituale e assaggio di cacao. Fortunatamente siamo già all’ora di pranzo, con tanto di balli tipici e buonissime tortillas.

Cacao

Poi via, verso Chichen Itza. Non c’è ancora tanta gente e questo ci permette di ammirare il maestoso tempio di Kukulkan con i suoi 365 gradini e le sue forme tecnicamente perfette che testimoniano le competenze matematiche ed astronomiche dei Maya.

Tempio di Kukulkan – Chichen Itza

Più di 1000 anni fa, senza calcolatrici o computer, furono in grado di creare un fenomeno esclusivo ed affascinante cha ha luogo 2 sole volte l’anno, durante l’equinozio di primavera e d’ autunno: il sole crea un’ombra che viene proiettata sulla piramide con le fattezze di un serpente che striscia lungo le scale, un serpente piumato che appare in moltissime decorazioni di questo parco archeologico che con i suoi 3 km di estensione racchiude altri palazzi e un enorme campo da gioco circondato da mura adornate da incisioni che raccontano le leggende Maya e i sacrifici che venivano fatti dopo i giochi. Anche qui i Maya riuscirono a creare un singolare fenomeno, acustico questa volta. Grazie al riverbero che viaggia lungo le mura del campo, i suoni anche se flebili, si possono sentire da un’estremità all’altra. Non si trascuri il fatto che il campo è lungo 120 metri e largo 70, non proprio l’orticello di casa. I giochi che vi si svolgevano erano più riti cerimoniali che incontri tra squadre e i perdenti venivano offerti in sacrificio agli dei.      

Le mura del campo da gioco di Chichen Itza
Campo da gioco della pelota di Chichen Itza

CENOTE

Uno dei 6.000 cenotes dello Yucatan

E ora finalmente si va a fare il bagno! A circa 50 km da Chichen Itza si trova il cenote Chichikan. I cenotes rappresentano una delle meraviglie naturali più affascinanti del Messico. Sono grandi grotte calcaree generate dal cedimento della roccia, una sorta di grande bacino d’acqua limpidissima che dà accesso a spettacolari caverne dove si possono trovare stalattiti, stalagmiti e formazioni preistoriche. Erano sede di cerimonie e rituali Maya, che li consideravano luoghi sacri credendoli l’ingresso al mondo sotterraneo, territorio degli dei e fonte di vita. Nella penisola dello Yucatan ce ne sono più di 6.000, alcuni a cielo aperto e alcuni quasi completamente sotterranei.

Ci arriviamo nel tardo pomeriggio e non fa neanche tanto caldo ma l’eccitazione di tuffarsi dentro questa meraviglia e di nuotare sotto le cascate naturali fa passare tutto in secondo piano. L’ambiente è molto suggestivo e, nonostante le comodità come il ristorante e i camerini, ha mantenuto l’aspetto selvaggio e naturale, immerso tra alte piante e rocce.  Dopo la doccia obbligatoria indosso il giubbotto salvagente e scendo la caratteristica scala di sasso e legno fino all’acqua.

Pronta per il tuffo nel cenote

Sotto di me quest’enorme piscina naturale dall’acqua scura ma limpida e dall’alto una cascata leggera ma invitante. E finalmente….mi tuffo! Neanche sento se l’acqua è fredda o calda, mi concentro solo sulla piacevolezza di questo momento che avevo immaginato proprio così. Mi dirigo immediatamente sotto la cascata e mi godo gli zampilli lungo la schiena e sul viso. Purtroppo non ho la maschera e non vado ad esplorare il fondo ma mi accontento di girare e rigirare dentro quest’oasi di pace, ripensando alle leggende e ai numerosi significati che questi cenotes avevano per l’antica civiltà Maya. Veramente una delle più belle esperienze di questo viaggio.

VALLADOLID

Poco lontano da qui c’è la nostra ultima tappa: Valladolid, una piccola cittadina caratterizzata da pittoresche stradine e bei palazzi dai caldi colori messicani. Molto bello il grande giardino pubblico dove il canto degli uccelli, che a quest’ora stanno ritirandosi per dormire, è addirittura assordante. I numerosi locali, sia i più semplici che i più lussuosi, sembrano riportarci alle atmosfere dei vecchi film su Pancho Villa.  

Valladolid e la sua atmosfera messicana
Valladolid – Piazza principale

TULUM

El Castillo – Tulum

La bellezza di alloggiare a Playa del Carmen, è la possibilità di raggiungere in poco tempo siti meravigliosi come la già descritta Chichen Itza o come quello di cui vi sto per parlare ora: Tulum.

Tulum è un importante complesso archeologico Maya che deve la sua particolare bellezza alla posizione a picco sul mare (fu infatti la prima città Maya avvistata dagli spagnoli nel 1517). Ci arriviamo con il solito bus Ado che da Playa del Carmen arriva qui in poco meno di un’ora. Tulum conta di 2 fermate, una per il sito archeologico e una per il centro città. Scendiamo alla prima e, solo attraversando la strada e camminando per pochi metri, raggiungiamo il sito. All’entrata veniamo accolti da bancarelle e piccoli ristoranti tipici. Li oltrepassiamo veloci molto più interessati all’archeologia che ai negozi. Paghiamo il biglietto per il parco naturale (al cui interno ha sede il sito archeologico) e troviamo pure il bus navetta che porta verso l’entrata del sito. Paghiamo il secondo biglietto e percorriamo una strada asfaltata circondata da una fitta foresta che, dopo poco si dirada lasciando il posto ad una incantevole distesa verde dove si ergono i resti secolari dei templi rimasti quasi intatti attraverso i millenni.

Ci giriamo intorno estasiati da tanta bellezza prima di percorrere degli scalini che ci portano all’edificio più importante, El Castillo, che con la sua posizione a picco sul mare, serviva ad avvistare le navi nemiche. Il colpo d’occhio è meraviglioso, Da una parte il verde dell’erba e degli alberi e dall’altra l’azzurro del mare dove svetta questa costruzione antica che volge lo sguardo alla spiaggia sottostante con la sua sabbia bianca e le palme rigogliose.

Avevo letto che le spiagge qui erano paradisiache; ora che ne ho vista una posso dirlo per certo. Seguiamo un sentiero che continua a picco sul mare regalandoci visuali indimenticabili per tutto il cammino, guidandoci in un giro ad anello che ci riporta all’entrata. Rifacciamo il giro a ritroso per bearci ancora per qualche minuto di queste visioni. Ora sì che siamo soddisfatti e possiamo anche andarcene. Per andare in centro a Tulum, torniamo dove eravamo scesi dal bus perché, ogni 10 minuti, passano i colectivos, dei pulmini condivisi con la gente locale che costano davvero pochissimo e che si fermano lungo le arterie principali delle città. Può capitare di viaggiare in piedi perché raccolgono tutti però sono veloci e simpatici. Lo prenderemo anche per tornare a Playa del Carmen. Non arriva proprio in centro come il bus Ado ma considerando il prezzo va più che bene.

Colectivos

Il centro di Tulum altro non è che una lunga strada principale, neanche pedonale. Se di primo acchito non conquista, passeggiandoci per un po’ ti coinvolge con la moltitudine di negozi tipici, gli abitanti tranquilli e gentili e le case colorate.

Tulum centro

Ci sarebbe piaciuto fare un salto in spiaggia ma anche oggi il sole si nasconde e preferiamo goderci dei buonissimi tacos che riempiono pancia e cuore.    

…To be continued…con il prossimo articolo rimaniamo in Messico ma vi porto a Cancùn

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