
22 Gennaio – ANG THONG NATIONAL PARK
La visita più bella ce la lasciamo per l‘ultimo giorno: Ang Thong National Park, un arcipelago protetto formato da 42 isole che si trova nel golfo della Thailandia, a nord-ovest di Koh Samui. L’unico inconveniente è che non c’è modo di andarci per proprio conto, bisogna affidarsi ad uno dei tanti tour che provvedono ad organizzare l’intero programma, dal pick up in albergo, al pranzo, all’itinerario completo e al ritorno in hotel. L’unica cosa che si può scegliere è il tipo di barca con cui raggiungere l’arcipelago. Ci sono le barche veloci che prevedono un itinerario più lungo oppure le barche più lente che offrono un tragitto più breve ma soste comunque interessanti. Optiamo per queste ultime, avendo fatto una poco simpatica esperienza con quelle veloci per andare alle isole Similan. Il programma è ricco: snorkeling su acque cristalline, visita a spiagge incantevoli, vista mozzafiato da un view point, pranzo in barca con prodotti tipici e perfino una traversata in canoa passando per gole e insenature naturali del Golfo del Siam
Partenza in perfetto orario con un furgoncino che ci porta fino all’imbarco. Conoscenza con la nostra guida, un simpatico omone che ci spiega tutto per filo e per segno mentre già navighiamo, gustandoci nel contempo una buona colazione con frutta, croissant, caffè e bibite. L’omone ci presenta anche Cristina, la guida che ci accompagnerà in canoa, un’atletica signora tedesca di circa 60 anni che vive in Thailandia da moltissimo tempo. Con il suo fisico asciutto e la pelle abbronzata piena di rughe ricorda molto i pescatori che passano le loro giornate sotto il sole. Suggestivo sentirla parlare fluentemente il tailandese dando veloci ordini ai marinai. È proprio lei che ci accompagna nella prima discesa in mare. Fa salire tutti con calma nelle rispettive canoe e ci raccoglie tutti in circolo dandoci le istruzioni per arrivare sulla terraferma. Tra tutti, saremo circa una decina di canoe, c’è sempre quello che si distrae e pensa bene di cadere in acqua. Non so bene come ma, due ragazzi inglesi vicino a noi, facendo non so che manovra, fanno rovesciare la canoa finendo dritti in acqua ma, con sollievo di tutti, senza nessuna conseguenza, a parte quella di farci sorridere e di farli arrossire.


Così, un po’ più attenti per la consapevolezza che un inconveniente può sempre capitare, seguiamo Cristina passando per stretti canyon e facili insenature per un’ora circa, fino ad una piccolissima isola dalle pareti rocciose ma ricche di rigogliosa vegetazione che ci accoglie con la sua sabbia chiara e dove dobbiamo a malincuore già salutare questo divertente mezzo di trasporto. Però c’è un’altra bellissima esperienza che ci attende: una lunga e ripida scalinata che porta al view point più bello dell’intero arcipelago.

La salita è faticosa ma davvero entusiasmante, immersa in una vegetazione spettacolare dove, ogni pochi scalini, si apre un’indescrivibile visione sulla moltitudine delle isole sottostanti con le loro forme più diverse e con quei colori che riempiono gli occhi e il cuore.

Le foto e i video si sprecano, come si può non immortalare tanta bellezza?


Peccato dover tornare giù però è pur vero che ci attende un bagno in un mare incontaminato anche se privo dei coloratissimi pesci che ci si aspetterebbe di trovare in un parco marino.

Dopo la faticata delle scale, ci godiamo quest’acqua meravigliosa, prima di tornare in barca a gioire di uno degli altri piaceri della vita: il cibo. Rimaniamo stupefatti per la bontà del pranzo, considerando il fatto che la barca non offre una cucina grande ed equipaggiata di tutto. C’è uno spezzatino con patate e delle cosce di pollo fritte da far invidia a Master Chef, per non parlare delle enormi e freschissime fette di ananas e anguria che completano il tutto. Così, al dolce ma non fastidioso ondeggiare della barca ci gustiamo questo momento conviviale prima di rimetterci in mare sulla via del ritorno. Poco più di due ore di navigazione intervallate da qualche momento di abbiocco passato sul pontile a prendere il sole e qualche altro momento di lucidità ad osservare il mare tutto attorno e le diverse tipologie di turisti che ci circondano. Quando sbarchiamo ci attende una sorpresa: prima di salire in barca ci era stata fatta una foto alla quale neanche pensavamo più e ora, mentre scendiamo, per pochi bath, ce la offrono impressa su un piccolo piatto di ceramica. L’idea è davvero originale ed entrerà sicuramente a far parte dei tantissimi souvenir che sempre ci portiamo a casa in ricordo delle nostre vacanza in giro per l’Italia e per il mondo.

To be continued…..
