
Due sole ore d’aereo per cambiare Stato, lingua, abitudini e panorami. Dall’aeroporto di Fort Lauderdale (una valida e più piccola alternativa al caotico aeroporto di Miami), prendiamo l’aereo per Cancùn, in Messico dove abbiamo pianificato di rimanere per una settimana, dividendola tra Playa del Carmen e Cancùn.

All’arrivo in Messico, per la prima volta da quando viaggiamo, ci perquisiscono le valigie ma in modo molto bonario. Troviamo pure l’occasione per scherzare sul fatto che invece dei bikini ci serviranno i k- way visto che fuori sta diluviando da ore. All’uscita dall’aeroporto ci si avvicina una ragazza in uniforme. Pensiamo che voglia chiamarci un taxi o venderci qualcosa ma in verità fa parte di un nutrito gruppo di ragazzi che aiutano i turisti appena arrivati e bisognosi di informazioni. Bravi!! Oltre a loro ci accoglie anche una vivace musica messicana che si spande per tutta la hall facendoci sentire bene accolti da questo nuovo paese.
Individuiamo subito il chiosco dove vendono i biglietti per il bus della compagnia ADO. La linea ADO è molto diffusa, economica e ben organizzata, con destinazioni diverse e con partenze molto frequenti. In poco più di un’ora ci porterà in centro a Playa del Carmen. L’autobus ci lascia dove comincia la Quinta Avenida, la lunghissima via pedonale che attraversa questo piccolo ma carinissimo centro turistico. Una strada vivace, piena di locali e di gente che va e viene e che ci fa assaporare subito l’atmosfera vacanziera. Il nostro appartamento, il Verandah Studios si trova leggermente spostato dal centro, il che non è male, vista la confusione che in centro continua fino a tarda notte. La camera dai colori chiari, legno e vimini è molto accogliente. C’è anche una terrazza con comodi sdrai e confortevoli amache.


Tutto bello ma….la sorpresa arriva adesso. Usciamo per prelevare un po’ di pesos e Miro si accorge di non avere più né contanti, né carte di credito. Torniamo immediatamente in albergo per controllare ma ci rendiamo molto amaramente conto che glieli hanno rubati. L’incredibile è che il ladro ha tolto tutto dal portafogli e si è pure preso la briga di rimetterlo a posto, dentro lo zaino, così da non farcene accorgere subito. Blocchiamo immediatamente le carte ma l’operatrice ci avvisa, come temevamo, che erano già stati fatti degli addebiti in alcuni negozi di Playa del Carmen. Pensa e ripensa finché arriviamo alla conclusione che l’unico luogo dove possiamo aver subito il furto è in autobus. Miro aveva messo lo zaino nello scomparto superiore e si era addormentato. Questo ha fatto sì che il malintenzionato abbia avuto tutto il tempo per agire. Scopriremo in seguito che è una cosa che succede spesso. È stato davvero un brutto colpo ma sicuramente ci servirà di lezione. La mattina seguente andiamo subito a “denunciar el robo“. C’è, a Playa del Carmen, un ufficio chiamato Oficina de Atenciòn al Turista, dove un avvocato raccoglie e redige la denuncia. L’avvocato che incontriamo è un’elegante signora gentile e molto dispiaciuta dell’accaduto. Che sensazione orribile sapere di essere stati presi in giro da qualcuno che probabilmente abbiamo anche incrociato in autobus, senza ricordare alcun viso o particolare…ora mi sembra di vedere truffatori ad ogni angolo.
Poi, davanti alle bellezze di questa località, ce la facciamo passare. La prima visita è dedicata al Portal Maya, il monumento che dà il benvenuto a Playa del Carmen, situato sulla spiaggia attigua al porto, proprio di fronte alla piazza principale. Imponente e sinuoso nelle sue forme che rappresentano una donna e un uomo che si tengono per mano formando un arco che si apre sul mare. Nelle colonne si mescolano elementi del passato Maya in onore di questa cultura ancora così viva in questa zona.


Spesso vi si svolgono spettacoli e cerimonie che richiamano riti del passato. Capiterà anche a noi di assistere ad uno spettacolo che richiama un rituale maya. Devo dire che, pur essendo chiaramente a scopo turistico, è un emozionante piccolo tuffo nel passato.

Dal Portal Maya si può immergersi nuovamente nella vivace Quinta avenida con la sua moltitudine di negozi e locali d’ogni genere o si può camminare lungo la spiaggia che offre angoli molto suggestivi, con la sabbia bianca e morbida e i locali fronte mare, qualcuno più lussuoso e qualcun altro più tipico e spartano. In alcuni punti l’acqua del mare prende il sopravvento sulla stretta spiaggia, impedendoci di camminare.


L’unico modo per proseguire sarebbe a nuoto ma la giornata non caldissima non ci invoglia a questa attività. Molto meglio ammirare il mare addentando un panino e godendosi comunque una temperatura mite e piacevole




….To be continued…nel prossimo articolo vi porto a Chichen Itza, Valladolid e a fare un tuffo in un cenote https://siviaggiare.video.blog/2025/03/03/gennaio-tra-florida-e-messico-parte-3a-chichen-itza-cenotes-valladolid-tulum/
