
ISOLA DI HVAR (LESINA in italiano)
Spalato (vedi articolo precedente) è bellissima ma le sue spiagge, a parte quelle del parco Marjan, non ci hanno entusiasmato molto, e perciò ci lasciamo tentare da una gita fuoriporta all’isola di Hvar (in italiano Lesina). Prenotiamo un traghetto Jadrolinija e, sempre con le bici al seguito, ci imbarchiamo per una traversata che in un’ora e mezza circa ci porterà in quest’isola famosa per i pochissimi giorni di pioggia e per l’esclusività di hotel e ristoranti chic e locali con una vivace movida.


In verità è una meta adatta a tutti perché, oltre a queste peculiarità che non a tutti possono piacere, presenta anche località tranquille, meno costose e immerse nella natura: un piccolo paradiso naturale tutto da esplorare, con campi di lavanda, ulivi, piante aromatiche e tante, tante viti. Che curiosità!
La prima impressione, appena sbarcati, non è per niente allettante. Sembra di essere in una zona industriale, con grandi capannoni e un’unica strada asfaltata che porta a Stari Grad, un borgo più piccolo e più rilassato della più popolosa Hvar. Ci accorgeremo al ritorno che potevamo seguire una bellissima strada costiera invece che questa calda e afosa strada asfaltata ma, come si dice, sbagliando si impara.
Il centro storico è minuscolo ma carinissimo, col suo dedalo di viuzze strette e i suoi locali tipici dove affondiamo i denti in un gustoso piatto di spaghetti allo scoglio serviti da un simpaticissimo e celere cameriere.





Ci sarebbero delle spiagge da ammirare ma noi ci lasciamo attrarre da una strada bianca che si immerge in immensi campi di viti e arbusti verdi dove ogni tanto compare qualche vecchia costruzione di pietra. Improvvisamente ci sembra di essere tornati in Francia sulle colline dello champagne, immersi in un paesaggio che non ci saremmo mai immaginati di trovare qui. Mi sa che le spiagge per oggi rimangono solo nella nostra fantasia.



Le lunghe strade bianche sembrano non finire mai (in verità, essendo in un’isola si pensa che prima o poi dovranno arrivare da qualche parte) ma improvvisamente, in mezzo al nulla, appare il cartello “Djonis”. Non capiamo bene cosa sia ma facciamo una piccola deviazione e ci troviamo dinanzi ad un luogo davvero incantevole, una specie di locanda all’aperto tutta in pietra chiara e legno. Ci ritroviamo immersi in un giardino fiorito con un caminetto, diverse panche e un tripudio di oggetti decorativi quali oche in ceramica, piatti decorati e statuette di vario genere. Un luogo davvero magico e genuino.




Ci accoglie un anziano signore dalla faccia simpatica (forse Djonis?) che non parla una parola di inglese ma che ci fa capire che se vogliamo qualcosa da bere ce lo porta volentieri. Ci propone caffè turco e spremuta; ma cosa possiamo chiedere di piu?!?


Così, totalmente persi in quest’atmosfera antica e genuina, facciamo compagnia a questo signore così curioso che chiama Miro “fratello” e che ci mostra i suoi piccoli capolavori fatti con pietre e quarzo. Me ne regalerà uno mettendosi una mano sul cuore. Lo conservo con grande cura tra i memorabilia dei nostri viaggi.


Isola di Hvar
Dove ci sono viti ci sono cantine, normale no? Dalla strada principale non le avevamo notate ma ora, non so come, ne spunta più di una. Sia mai che ce le facciamo scappare. Avvicinandoci ad una di queste, passiamo vicino ad un campo di lavanda e ad una stalla nella cui aia gironzolano muli e galline. C’è anche una compagnia di cinesi che cammina su un vicino sentiero accompagnati da una guida che sta spiegando qualcosa (cosa non saprei…non parlo cinese). Seduti sotto un bellissimo pergolato di legno e raffia c’è un gruppo di giovani ragazzi con dei forniti vassoi di formaggi e salumi e qualche bel calice di vino.



Scopriremo poi che molte agenzie di viaggio organizzano gite in barca dalla vicina Spalato e da altre zone turistiche con degustazione di prodotti e vini tipici proprio in queste cantine. Quasi, quasi ci uniamo anche noi. E così, tra un calice di frizzante bianco e corposo rosso, ci prendiamo una mezza sbronza che ci accompagna felice fino al traghetto che ci riporterà a Spalato. Che atmosfera!

To be continued…
