
Quest’estate era nostra intenzione scoprire la campagna inglese ma questo desiderio si sgonfia durante un giugno piovoso e fresco che ci fa crescere sempre più, per contrasto, la voglia di sole, azzurro, caldo e mare. Da qualche anno parlo a Miro di Dubrovnik, lungo la costa croata, meta già apprezzata da me durante una lontana crociera ma mai vista da lui. Però le ore di auto sono davvero molte e perciò optiamo per una sosta esplorativa a Zara all’andata e a Spalato al ritorno, entrambe lungo la strada.
Zara

Quest’anno abbiamo con noi Giotto, il nostro amato carlino e perciò prenotiamo solo appartamenti, così da avere abbastanza spazio anche per lui.

A Zara l’appartamentino è davvero piccolo però ha il vantaggio di essere al piano terra con un po’ di giardino e a un solo km dal centro. Nell’appartamento vicino ci sono dei lavori in corso e questo non ci darà molta privacy ma il proprietario, per scusarsi, ci regalerà alla fine dei due soli giorni che passeremo lì, una bottiglia di buon vino che ci allieterà nei giorni successivi.
Vogliamo subito scoprire il centro perciò, tutti e tre, ci rimettiamo subito in auto e troviamo un comodo parcheggio proprio di fronte al ponte che porta al centro storico. Così, muniti di passeggino per Giotto che non può più camminare, attraversiamo il ponte e la porta storica che segna l’entrata alla città e rimaniamo subito entusiasti della bellezza del centro. Il pavimento è rimasto ancora come nei secoli precedenti e il dedalo di viuzze che si apre dinanzi a noi è circondato da bei palazzi storici, un’infinità di bei locali e un’atmosfera giovane e vivace.


Arriviamo sino al lungomare dove assistiamo ad un tramonto stupendo nel saluto al Sole, un grande cerchio intagliato nella pavimentazione dove sono stati inseriti dei pannelli solari che dopo il tramonto creano un bellissimo gioco di luci blu, verdi, rosse, viola.


E proprio mentre spaziamo con gli occhi tra tutti questi colori, ci sembra di sentire un enorme pesce parlare dal centro del mare. E’ il suono dell’organo Marino, un’opera ideata dallo stesso architetto del Saluto al Sole, formato da 35 canne d’organo di diversa forma e inclinazione immerse nel mare che, grazie al moto ondoso, producono suoni continuamente diversi. E’ un’esperienza davvero toccante: da una parte i colori del sole che se ne va e dall’altra una luna quasi piena che riempie di riflessi il mare e…noi tre, con Giottino che si gode l’aria più fresca della sera e si lascia trasportare felice e curioso tra gli sguardi divertiti dei passanti al vedere un cane in un passeggino da bambino.


È mattina, il sole splende e le nostre bici sono lì in attesa di girare sul suolo croato. Su consiglio del nostro padrone di casa, andiamo a Nona, a circa 20 km di distanza dove sembrano esserci delle belle spiagge e un’acqua cristallina. Riusciamo a seguire quasi sempre la costa e percorriamo anche un bel pezzo di ciclabile che corre lungo la strada principale, poco trafficata e sempre accompagnati da estese pinete e locali tipici dove, già di prima mattina, polpose porchette girano sullo spiedo.


Percorrere la costa è splendido, affiancati da un mare azzurrissimo e limpido e numerose spiagge e calette di pietre e ciottoli. Ogni tanto sbagliamo strada scoprendo luoghi esclusivi con costruzioni lussuose e appartate.



Una grande statua del duca Branimir ci accoglie all’entrata di Nona, una piccola isola dentro una laguna.

Un ponte romano ci porta fino al piccolo e delizioso centro storico con le sue case di tipica pietra a vista affacciate su stradine pedonali lastricate.

Si nota l’influenza dei vari popoli che vi si sono stanziati, tra cui Greci e Romani che hanno lasciato i resti di un foro, un anfiteatro e un acquedotto. Ci sono locali tipici e ristoranti in ogni angolo, uno più bello dell’altro.



Nella piazza principale troneggia la statua di bronzo di Gregorio, il vescovo di Nona nel X secolo. Notiamo subito il suo piede scalzo e lucido. Si dice che toccarlo porti fortuna…speriamo che sia così anche per noi.

Poco fuori il paese notiamo una lunga lingua sabbiosa attrezzata per kitesurf e windsurf.


È la spiaggia Sabunike, con acque calde e poco profonde, molto amata perché una delle poche con sabbia dorata. Una sosta ci starebbe ma non vogliamo lasciare toppo da solo Giotto e abbiamo ancora tanti giorni di vacanza per poter approfittare di questo splendido mare. Facciamo una sola breve deviazione perché, arrivando verso il porto di Zara, intravediamo un’enorme e bellissima nave passeggeri che con i suoi alberi e le vele candide spiegate verso l’azzurro del cielo e un sole infuocato ci chiama.

La sera, quando torniamo in centro per la passeggiata con Giotto, è già ripartita. Peccato, ci sarebbe piaciuta vederla alla luce della luna. Per consolarmi mi fiondo sui 180 scalini della torre della cattedrale che offre dall’alto una lucente visione di Zara brulicante di turisti che sembrano formiche operose a caccia di buoni ristoranti o di un buon gelato in una delle numerosissime gelaterie del centro.



Ne provo una anch’io, attirata dalle golose decorazioni dei gelati e dai colori sgargianti del negozio ma, oltre a farmi rovesciare sulla gonna il gelato da uno sbadato turista, mi renderò conto che avrei dovuto scegliere meglio. Quando l’abito non fa il monaco…
To be continued…..
