Lago d’Iseo – Giugno 2023

Lago d’Iseo

2 giorni di vacanza ci vogliono proprio in questa primavera 2023 che sta facendo davvero troppi capricci. La voglia di panorami verdi e azzurri, di lunghe pedalate sotto il sole e di nuove scoperte ci fa scegliere il lago d’Iseo, uno dei rari luoghi non lontani da noi dove il meteo sembra favorevole.

Monte Isola

Monte Isola

La prima tappa sarà Monte Isola, che con la sua area di 4,5 km è l’isola lacustre più grande d’Italia. Parcheggiamo in una delle tante aree disponibili vicino a Sulzano, sulla sponda bresciana, scarichiamo le bici e ci imbarchiamo sul traghetto che in pochissimi minuti e non pochi euro (costa più il trasporto bici che quello umano) ci porta a Peschiera Maraglio, il porto di approdo della maggior parte dei turisti che arrivano qui.

Ciò che vedo mi piace già: una lunga strada acciottolata che sembra appoggiata sul lago sulla quale si affacciano case e locali tipici di un borgo di pescatori, con le sardine appese ad asciugare e le locandine della festa del salame, prodotto tipico di qui la cui particolarità è dovuta alla miscela di vino e aglio con cui viene mescolato e alla leggera affumicatura cui viene sottoposto.

Salame tipico di Monte Isola sul lago d’Iseo

L’atmosfera sembra quella di altri tempi, per l’assenza di traffico automobilistico. Si può circolare solo in motorino, bici o mezzi di servizio. Incroceremo un autobus in miniatura che, con grande maestria dell’autista, riuscirà a passare in una stradina così stretta che ci farà trattenere il respiro.  

In mezzo alle case si intuiscono viuzze e strette scale che si aprono su una verdissima collina punteggiata da fitti cipressi.  

Partiamo immediatamente alla scoperta di questo luogo per noi completamente nuovo. Proprio in mezzo al lago, di fronte a noi, ammiriamo la verdissima isoletta di San Paolo, in antichità un rifugio sicuro per i naviganti colti di sorpresa dalle tempeste e ora non vistabile perché di proprietà privata.

Dopo pochi metri svoltiamo in salita, andando un po’ a zonzo, passando così per piccoli borghi come Sensole e Menzino, con le loro case in mattoni chiari e i balconi fioriti.

Andiamo e torniamo varie volte spiando tutti gli angoli, finché avvistiamo in alto (sembrerebbe un po’ troppo in alto ma le bici sono elettriche per fortuna) il monastero di Ceriola. Saliamo e saliamo, girandoci di quando in quando ad ammirare il panorama sul lago e sulle colline al di là dell’isola.

Il sentiero si fa via via più stretto e acciottolato, catapultandoci in un’altra era, tra pareti di pietra circondate da alberi rigogliosi e steccati di legno: è davvero bellissimo.

Parcheggiamo la bici e proseguiamo a piedi per l’ultimo tratto fino alla piccola chiesa illuminata dai raggi del sole che creano suggestivi giochi di luce tra l’altare e il soffitto.

Monastero di Ceriola

Questo è sicuramente il punto più alto dell’isola e la vista di cui si può godere è davvero unica.

C’è perfino un sentiero che riporta direttamente giù al lago ma non potendo farlo in bici ritorniamo per dove siamo arrivati, facendo una deviazione verso la Rocca Martinengo, un castello ora non visitabile ma che vale comunque la pena di vedere, sia per il corto ma impervio sentiero che vi ci porta, che per la bellezza dell’imponente castello, immerso in un bel giardino dove si trova anche un’area attrezzata per i pic-nic.

Ora basta andare in tondo, torniamo al traghetto, giusto in tempo prima che grosse gocce comincino a cadere. Ci accompagneranno per tutti i minuti di traversata e poi, magicamente, mentre risaliamo in bici, smetteranno, permettendoci di arrivare asciutti fino all’auto, da dove ripartiamo in direzione Lovere, in provincia di Bergamo. Fa parte del club dei borghi più belli d’Italia, stretta com’è tra lago e montagna. Inoltre, e non è cosa da poco, ci sono due grandissimi e comodi parcheggi proprio fronte lago, adiacenti a negozi e locali molto carini.

Giro completo del Lago d’Iseo in bici

Per il secondo e ultimo giorno di vacanza ci siamo ripromessi di fare il giro completo del lago d’Iseo. Sappiamo che alcuni tratti sono in ciclopedonale ma altri sono in condivisione col normale traffico ma sappiamo anche che questo lago non è ancora conosciuto al turismo come il suo vicino lago di Garda e perciò confidiamo in un traffico clemente. Chiediamo qualche consiglio al proprietario dell’hotel dove abbiamo passato la notte che è un appassionato di bici e che ce lo consiglia con molto entusiasmo, invogliandoci ancora di più ad affrontare i 66 km che si preannunciano assai divertenti sotto lo splendido sole che è uscito stamattina e che riscalda già questi primi giorni di giugno. Partiamo così da Lovere andando in senso orario, attraversando un ponte ciclopedonale appena inaugurato che ci riporta poi a seguire sempre il lungolago, accompagnati dall’intenso profumo degli esageratamente rigogliosi gelsomini che qui si trovano ovunque.

La consueta pausa cappuccino (la droga mattutina di Miro) la facciamo poco più avanti, dove il lungolago quasi confina con i binari che, curiosamente, passano in mezzo alla piazza che oggi, 2 giugno, pullula di gente che passeggia tranquilla vicino a ciclisti che pedalano e cani felici di trottare in quest’aria tiepida. Ora siamo davvero pronti per la parte ciclabile più bella del lago, quella che da Tolino arriva a Vello. La vecchia ferrovia ora convertita in ciclopedonale, offre un panorama suggestivo, passando sotto gallerie scavate nella roccia e sfiorando pareti frastagliate a picco sul lago.

Entriamo nell’abitato di Iseo dove veniamo accolti da una bella piazza con bar, ristoranti, gelaterie, negozi e un numero di persone che sembra moltiplicarsi di minuto in minuto. Appena usciamo dal centro ci sembra di entrare in un luogo completamente diverso, con distese di erba appena falciata inframezzate da piccole paludi. Ci troviamo nella riserva naturale delle torbiere del Sebino, un luogo che ci riporta alla mente le distese di campi del nostro Veneto.

Riserva delle torbiere del Sebino

Questo tour si sta rivelando davvero entusiasmante. Ad ogni curva e ad ogni nuovo scorcio ci sorprendiamo sia per la bellezza della natura che per l’opera umana che ha saputo armonizzarsi perfettamente con l’ambiente. Ma sarà la vista dell’orrido del Bogn che ci sorprenderà più di tutto. Un piccolo angolo proibito al traffico ma che ci appare improvviso davanti agli occhi e al quale non possiamo non dedicare qualche minuto. Altissime rocce verticali a strapiombo sul lago che qui è di un incredibile colore verde smeraldo dove qualche impavido nuotatore non resiste a tuffarsi e dove c’è perfino qualche piccola barca a vela. Ci inoltriamo per il breve sentiero che ci fa passare proprio sotto queste imponenti rocce sentendoci minuscoli.

Riprendiamo la strada che qui è stretta e richiede un po’ di attenzione perché ci sono parecchie auto e moto che comunque vanno lentamente, un po’ per prudenza, un po’ per ammirare l’orrido. I km che ci separano dal ritorno a Lovere passano per Tavernola Bergamasca, dove le case affacciate sul lago sono tutte addobbate con nastri colorati per il palio delle contrade. Peccato non potervi assistere, ci saranno corse con la botte, costruzioni di muri, gimkane, corse sui mattoni e chissà quanti altri giochi sani e divertenti.

Palio delle contrade a Tavernola Bergamasca

Così, tra una sorpresa e l’altra, il tour volge al termine. Un’ultima deviazione ci porta al piccolo centro storico di Lovere con i suoi bei palazzi e la svettante torre civica di granito rosa col grande orologio e gli affreschi un po’ rovinati che le danno un’aria ancora più affascinante e che ritroveremo simile anche negli altri borghi di questo lago che ci ha regalato un nuovo e bellissimo scorcio d’Italia.

Lovere
Lovere – Lungolago

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