Su e giù per le Crete Senesi

I Campi Elisi, nella mitologia greca e romana, erano una sorta di paradiso, un luogo in cui dimoravano le anime di quanti si erano dimostrati degni di tale ricompensa.  Per chi è appassionato di cinema, l’immagine principe che richiama questo luogo è l’ultima camminata di Massimo Decimo Meridio, il famoso Gladiatore impersonato da un superbo Russel Crowe. Nella scelta delle nostre mete di viaggio ci siamo fatti guidare molte volte dalle location dei film e sarà così anche questa volta, alla ricerca di questo lungo viale immerso nelle sinuose colline interamente coperte dal frumento mosso dal vento e punteggiate dagli inconfondibili cipressi toscani.  

Approfittiamo di un cofanetto Smartbox regalatoci qualche tempo fa e alloggiamo sul Lago Trasimeno, in un tipico agriturismo, il Poggio del Sole, che si rivela esserlo di nome e di fatto, immerso com’è in un rigoglioso giardino di olivi inondato dal sole che già di prima mattina ci riempie gli occhi. (e dove, tra parentesi, producono un eccellente olio…peccato averne comperato un solo litro…).

Lago Trasimeno

Il cielo azzurrissimo e la temperatura che, pur essendo ottobre inoltrato sembra riportarci a giugno, creano un connubio perfetto per il nostro tour in bicicletta che prevede la location del film seguita dal su è giù delle Crete Senesi, una grande distesa di argilla modellata in colline dolcemente ondulate dove si ergono querce e cipressi e dove ogni tanto spuntano splendidi poderi circondati da viti e olivi. Ho visto innumerevoli foto delle colline toscane e non vedo l’ora di immergermici di persona.

Ci spostiamo in auto fino a Pienza, un piccolo gioiello toscano in provincia di Siena, poco lontano dalle più famose Montalcino e Montepulciano.  

Pienza

Parcheggiata l’auto e afferrata la bicicletta ci immergiamo da subito nella tipica atmosfera rinascimentale che offre questo piccolo borgo, formato da una strada principale circondata da splendidi palazzi cinquecenteschi che offrono la parte più bella al loro esterno, dove lo sguardo si perde su un’impareggiabile immagine della Val d’Orcia. Ora capiamo perché questo piccolo borgo di nemmeno 2.000 abitanti sia patrimonio dell’Unesco.  

Montepulciano

Fermandoci per un cappuccino incontriamo un appassionato di biciclette e ne approfittiamo per chiedergli qualche informazione riguardo la fantomatica location del film. Facciamo, come sempre, qualche giro a vuoto, perché il sentiero che ci troviamo davanti sembra un po’ troppo impervio e ripido. Poi, quando incontriamo una coppia che faticosamente sale dopo aver avuto la nostra stessa idea di calcare le orme del gladiatore, sappiamo di essere sulla giusta via.

Ci si guadagna il panorama

Così, a fianco della cappella della Madonna di Vitaleta, ci buttiamo in discesa per questo sentiero che si apre, dopo poche centinaia di metri, sullo stupendo scenario immortalato nel film. Peccato solo che il frumento sia già stato tagliato, lasciando i campi spogli e privi del caratteristico colore dorato. Ma l’insieme è ugualmente di grande effetto. Percorrere questa strada bianca dove lo sguardo si perde per chilometri e chilometri su ondulate e dolci colline riempie comunque occhi e cuore.

Sulle orme del Gladiatore

Sarà emozionante, qualche tempo dopo, rivedere il Gladiatore e sapere di aver camminato (e pure pedalato) proprio su questa terra.

Come Massimo Decimo Meridio

Prima di ogni viaggio, googolo sempre alla ricerca delle notizie che mi interessano e così scopro che uno dei luoghi che rientra tra i 10 più fotografati della Toscana è a pochi km da noi. E’ un lungo viale orlato da vigorosi cipressi che accompagnano l’occhio fino ad un maestoso podere, l’agriturismo Baccoleno che con i suoi colori e forme richiama le tradizionali abitazioni che così inequivocabilmente contraddistinguono il paesaggio toscano. E che, ce lo facciamo scappare? Siamo a poco più di 2 ore da lì e con l’aiuto del navigatore e della voglia di pedalare vogliamo arrivarci percorrendo le Crete Senesi, il cui nome deriva dalla creta presente nel terreno che rende alcuni tratti del paesaggio quasi lunare, immerso in un susseguirsi di morbide colline punteggiate da cipressi, querce, tratti di bosco e poderi solitari. Difficile scegliere il percorso migliore, temendo di perdere i panorami più belli. Ci rendiamo presto conto che questo è tutt’altro che un problema, dovunque ci si giri la vista è stupenda. Ci affidiamo al navigatore seguendo la provinciale 71 che ad un certo punto si dirama su una strada bianca in direzione di Lucignano, un delizioso piccolo borgo dove il tempo sembra sospeso. Tra le sue mura medievali, le finestrelle tappezzate di fiori, i gatti assonnati e i campanili di piccolissime chiese, assistiamo perfino ad un set fotografico, unico momento di quieta vivacità tra tanta pace e tranquillità.

Lucignano D’Asso

Proseguiamo per strade bianche e vie poco trafficate, salite impegnative e divertenti discese, incrociando spesso l’itinerario dell’Eroica, un bellissimo percorso cicloturistico che si snoda per le strade intorno a Siena.

L’Eroica

L’Eroica è anche la manifestazione che si svolge ai primi di ottobre e che sta diventando sempre più popolare anche grazie alla sua particolarità, ossia il parteciparvi in sella ad una bici d’epoca. Non si scoraggi chi si spaventa della tabella altimetrica o preferisce percorrerla per conto proprio, la segnaletica è ben presente lungo tutti i 205 km del percorso per tutti i 365/66 giorni dell’anno.

Noi, che velleità eroiche non ne abbiamo, seguiamo le indicazioni per la Val D’asso, dove le Crete danno il meglio di loro, fino ad arrivare a San Giovanni D’Asso, dove ci lasciamo tentare da un delizioso profumo di tartufo che ci guida ad una piccola taverna posta non lontano dal museo del tartufo, il prezioso tubero bianco delle Crete Senesi. Sembra estate e noi, seduti sotto un insolitamente caldo sole d’ottobre, ci gustiamo pici, pappardelle e un ottimo calice di Brunello di Montalcino.

Pici, pappardelle e Brunello di Montalcino
San Giovanni D’Asso , patria del tartufo bianco

Il viale più instagrammato delle Crete, nostra meta, è vicino. Pochi km e ci siamo. Così, sgranando gli occhi ad ogni curva e facendo attenzione a non perderlo, ci buttiamo a gran velocità per una strada asfaltata che curva dopo curva ci regala panorami sempre più incantevoli. Ma ….eccolo!! Il lungo serpente alberato ci compare davanti, proprio come ce lo aspettavamo.

Il terreno brullo dei primi metri, con il terreno arido e marrone che prende il sopravvento sul verde dell’erba, ci sorprende per qualche secondo ma poi lo sguardo si sposta più in là lasciandoci affascinati. Il tempo di qualche foto ma la curiosità e l’incoscienza (sarebbe una proprietà privata) di inoltrarci lungo il viale è più forte e ci lanciamo giù attraverso i campi fino a poggiare le ruote sulla strada bianca che sembra non finire mai. Un vero spettacolo: passare tra i cipressi girando la testa a destra e a sinistra per riempirsi gli occhi dei colori della terra, dell’erba, degli alberi e del cielo ci lascia senza parole. Andiamo avanti e avanti fino a quello che scopriamo essere un elegante agriturismo nato da un casolare ricco di storia e avvolto in un paesaggio unico. Vorrei che questa strada non finisse mai. La percorro lentamente tentando di catturarne ogni angolo e ogni particolare…quanta bellezza!

Ottobre è un mese che mi piace ma ciò non toglie che le giornate comincino ad accorciarsi. Volevamo arrivare ad Asciano, antico centro etrusco valevole di una visita ma ci siamo attardati e ora bisogna tornare. Percorriamo a ritroso la strada già fatta beandoci nuovamente degli stessi panorami ma con i colori  delle ore prossime al tramonto, felici di aver visto quest’altro pezzo della nostra meravigliosa Italia.

Mappa del percorso

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