15 gennaio: Santuario degli elefanti – Phuket

In Thailandia, se si amano gli elefanti, esistono diversi modi di avvicinarvisi. Il più comune è nei campi da trekking dove questi dolcissimi animali sono, però, un po’ sfruttati perché costretti a trasportare fino a tre persone sulla schiena o dove sono addomesticati (presumo in modo non propriamente gentile) per fare qualche piccolo spettacolo. Ora però stanno nascendo dei veri e propri santuari dove gli elefanti vivono liberi, senza essere costretti a fare stupidi balletti e dove è anche possibile interagire con loro, accarezzandoli, dando loro da mangiare o facendoci anche il bagno assieme. Due anni fa avevamo fatto l’errore di partecipare ad una gita che comprendeva anche il trekking con gli elefanti ma questa volta vogliamo vederli liberi e felici e scegliamo perciò di andare nel principale santuario di Phuket. Si può entrare a qualsiasi ora ma, essendo una visita guidata, sarebbe consigliabile arrivare alle 9 di mattina oppure all’una di pomeriggio, così da poter dare loro anche da mangiare. Noi, che arriviamo verso le 10, ci perdiamo questo passaggio ma non vogliamo aspettare fino al pomeriggio ed entriamo lo stesso. Il biglietto è carissimo ma sapere che i nostri soldi serviranno a fare del bene a questi animali e magari a salvarne altri dai campi di lavoro, ce li fa spendere senza indugio. Arriva una jeep che, con una simpatica e breve corsa su una strada sconnessa, ci porta fino al campo dove una carinissima ragazza ci accoglie e ci porta ad indossare degli stivali di gomma.

Il posto è molto bello, con delle passerelle in legno e del personale molto gentile che ci aiuta a prepararci. Da qui partiamo e in un attimo raggiungiamo il gruppo che è partito prima di noi e che sta ammirando un vecchio elefante beatamente immerso nella vegetazione che mangia foglie delle vicine palme. Miro parte in quarta per andare ad accarezzarlo ma viene immediatamente ripreso dalla guida che non gli permette di accostarsi.

Un po’ deluso Miro si ritira e, mentre continuiamo il nostro tour, la guida ci racconta delle vicissitudini dei 6 elefanti che si trovano qui, perlopiù salvati dai maltrattamenti nei campi da trekking. Poco lontano c’è un’enorme femmina che, con la proboscide, si diverte a gettarsi addosso della paglia.

Il momento più bello è quando ci avviciniamo ad una vasca dove due elefanti si stanno rinfrescando. È divertente vedere come gli esseri viventi, seppur di specie diverse, si assomiglino: i baldanzosi giovani e i tranquilli e saggi anziani. Sembra di vedere un nonno giocare col nipotino. L’elefante più giovane non sta mai fermo, andando dentro e fuori dall’acqua e divertendosi a riempire la proboscide d’acqua per poi spruzzare sé stesso e il suo nonnino.

Continuiamo verso un grosso pachiderma che, fino a poco tempo fa, non usciva mai dal suo capanno, spaventato com’era dai precedenti maltrattamenti. Ora non si avvicina agli umani ma perlomeno esce e fa qualche passo nel suo recinto, sempre vigilato da un guardiano, che non fa avvicinare i turisti per non spaventarlo.
La visita, con nostro disappunto, più o meno finisce qui. Ci immaginavamo una gita completamente diversa, con meravigliosi scenari di elefanti in mezzo alla giungla dove avremmo potuto accarezzarli e starci un po’ assieme. Il parco, al contrario, è abbastanza brullo e non molto grande e, a parte qualche palma, la vegetazione è assai rada. Pensiamo che l’essere arrivati tardi ci abbia precluso qualche gioia ma, chiedendo ad altri turisti, capiamo che non è così.
Togliamo gli stivali e ci rinfreschiamo perché siamo stati tutto il tempo sotto un caldissimo sole, dopodiché le guide ci fanno accomodare in una bellissima balconata adibita a ristorante dove troviamo ogni ben di Dio, dai più tipici piatti thailandesi ad ogni tipo di bevande, dolci e freschissima frutta. Questa è davvero una bella sorpresa e capiamo anche perché il biglietto sia stato così caro. Il cibo è tra il migliore che abbia mai assaggiato qui. I posti a sedere offrono una meravigliosa vista sulla foresta che da questa parte è davvero rigogliosa.

Ci godiamo appieno il pranzo in questo luogo meraviglioso ma siamo comunque d’accordo che avremmo preferito un pranzo meno ricco e una visita più emozionante. Tuttavia, sapere che gli animali che si trovano qui sono trattati bene e amati, aiuta ad attenuare la nostra delusione e ci rende orgogliosi di aver potuto aiutare, anche se in minima parte, al loro sostentamento.

To be continued….
