Toccata e fuga in montagna!! San Martino di Castrozza e le sue pale – 2a parte – VAL VENEGIA

Val Venegia

28 agosto – Val Venegia

Come in ogni hotel di montagna che si rispetti, la colazione è qualcosa di paradisiaco, con torte, brioches, miele, marmellate fatte in casa, pane e salumi di ogni tipo e….mi fermo qui altrimenti mi si risveglia l’appetito. Ben pasciuti chiudiamo le valige e le carichiamo in macchina. La proprietaria dell’hotel ci permette gentilmente di lasciare l’auto al parcheggio fino a stasera, pur avendo già fatto il check out. Corriamo a prenderci le bici che sono già fuori dal negozio che ci aspettano e, sfidando l’aria fresca del mattino, partiamo di buona lena verso il passo Rolle, a quasi 2000 metri di altezza, che dista circa 10 km. Abituati come siamo alle bici muscolari, ci divertiamo un sacco a farci aiutare dalle e-bike. Cerchiamo di mantenere l’assistenza bassa per non scaricare la batteria perché non sappiamo quanta strada faremo ma ogni tanto ci azzardiamo ad inserire il turbo…wow!! Anche il meteo è dalla nostra parte. Le nuvole bianche che coprono il sole si stanno dissolvendo e la temperatura comincia pian piano ad alzarsi. Raggiungiamo passo Rolle per la strada principale, incrociando ogni tanto i cartelli dei numerosissimi sentieri che portano alle vicine vette.

Verso Passo Rolle

Arriviamo fino in cima a Passo Rolle dove ci  fermiamo un attimo a goderci questo panorama che non stanca mai: immense distese verdi disseminate di stradine bianche e di accoglienti rifugi e baite in caldo legno.

Passo Rolle – m. 1984
Rifugio Capanna Cervino

Ritorniamo un po’ indietro per prendere la strada per la Val Venegia ma ci fermiamo quasi subito perché dopo una breve salita non possiamo resistere a dare un’altra occhiata tutto attorno. Finchè riempiamo la fotocamera di foto, passano due signori che ci chiedono un po’ di informazioni sulle e-bike. Diamo loro delle spiegazioni così entusiaste che decidono di provarle anche loro nei giorni successivi. Proseguiamo in leggera pendenza passando per il rifugio Capanna Cervino, completamente immerso nel verde, dove non possiamo non fare altre foto.

Rifugio Capanna Cervino

Raggiungiamo la bellissima baita Segantini, dove si apre uno scenario da cartolina, con le imponenti pale di San Martino sullo sfondo, una distesa di prati verdissimi tutto attorno e perfino un piccolo lago di montagna.    

Baita Segantini

Facciamo quattro chiacchiere con dei ciclisti del luogo che ci consigliano un giro alternativo da quello già scelto da noi. Di solito siamo cauti con l’itinerario perché se poi si rivela troppo faticoso, tornare indietro per una salita che magari sfiora il 20% non è proprio bello. Ma oggi siamo quasi motorizzati e pronti a qualsiasi sfida. Anche Miro si è ricreduto sulle e-bike, da lui sempre ritenute come l’ultima spiaggia dei ciclisti, convinto che sia come avere un motorino. Però oggi si sta rendendo conto che non sono solo rose e viole; se non si vuole rimanere a piedi con la batteria scarica, bisogna anche pedalare e faticare. 

Dopo baita Segantini ci buttiamo in discesa fino a raggiungere una amplissima valle dove le mucche e qualche asinello la fanno da padroni.

Tutto intorno si stagliano altissimi e fitti abeti e ogni tanto incrociamo qualche ruscello e perfino una piccola tribù di maiali appisolati all’ombra di un cespuglio. È davvero bellissimo!

Troppo simpatici!!

Facciamo una sosta in una delle due baite omonime della valle, Malga Venegiota. Vorremmo aspettare un po’ a mangiare e fermarci alla successiva Malga Venegia ma il meteo è abbastanza instabile e preferiamo approfittare di quello che sembra essere l’ultimo squarcio di sole. E poi la malga è molto carina, con le caratteristiche pareti in sasso e le numerose tavole in legno pronte ad accogliere i turisti che, nonostante siamo alla fine di agosto, sono ancora numerosi, divisi tra tedeschi, italiani ma con anche qualche inglese e spagnolo.

Il menu è allettante, pieno com’è di piatti tipici di montagna, come crauti e salsicce, tosella e formaggi vari, zuppe calde e dolci da leccarsi i baffi. Quando arrivano i nostri piatti non ci pentiamo di esserci fermati qui, il cibo è davvero buono e il servizio veloce e gentile. Dividiamo la tavola con una coppia e la loro bambina piccola che sembra apprezzare la buona cucina quasi quanto noi e se ne sta ferma sul suo passeggino ad aspettare con la bocca spalancata ogni provvidenziale boccone che arriva, sia esso di salsiccia, crauti, formaggio o quant’altro.  Invidio un po’ Miro con la sua mega porzione di tosella e polenta taragna anche se pure il mio cappuccio con pezzetti di pancetta non è male.  

Malga Venegiota

Siamo pronti a ripartire. Facciamo una veloce visita a Malga Venegia (sia mai che ce ne perdiamo una), anche lei molto carina e caratteristica e proseguiamo, cercando di seguire le indicazioni che ci avevano dato i ciclisti. Ma, come sempre, ad un certo punto ci perdiamo. Fortunatamente passa di lì un furgone di quelli che portano ciclisti e bici a conoscere la val Venegia e il conducente, che vede i punti di domanda dipinti sui nostri volti ci indica la strada giusta. La nostra meta è un piccolo ponte tibetano situato in mezzo al bosco dal quale poi si può riprendere la strada principale per ritornare al passo Rolle, passando anche per il parco dei cervi di Paneveggio, una riserva dove alcuni cervi vivono liberi e dove si lasciano ammirare e fotografare. Il sentiero non deve essere molto conosciuto perché incontriamo solo un paio di persone.  Probabilmente perché a piedi è abbastanza lungo. In bici, invece, è fantastico, quasi tutto in leggera discesa e circondato da un fitto bosco di sempreverdi. Alla nostra destra siamo spesso accompagnati da un ruscello dove ogni tanto fa la sua comparsa anche qualche piccola cascata. Il tempo, inoltre, è dalla nostra parte, ed è decisamente migliorato. Le nuvole scure si sono diradate, per lasciare il posto a quel meraviglioso cielo azzurro che la montagna sa offrire.

Dopo circa un’ora raggiungiamo un bivio che a sinistra porta al ponte tibetano e a destra al parco dei cervi.  Il ponte non ce lo vogliamo proprio perdere, perciò deviamo a sinistra e in pochi minuti lo raggiungiamo. Non è molto lungo o alto ma è molto suggestivo, col suo leggerissimo dondolio sopra trasparenti cascate e immerso in quella meravigliosa atmosfera montana che ci ha circondato per tutto il giorno.

Ponte tibetano – Val Venegia

Per fare le foto lo percorriamo avanti e indietro senza paura diverse volte. Del resto, essendo abituati al ponte tibetano del Pasubio con i suoi 105 metri di lunghezza e 35 di altezza, questo non ci fa certo nessun timore.

Dopo il ponte il sentiero prosegue ma preferiamo ritornare al bivio per andare fino al parco dei cervi. Incontriamo diverse famiglie con i bambini che, entusiasti, ammirano i cervi che, dietro una grande riserva recintata, brucano pigramente mostrandosi in tutta la loro maestosità.

Da lì il sentiero sale verso la strada provinciale che ci riporterà al passo Rolle. Ed ecco giunta l’ora di pagare tutta la discesa fatta finora. La strada parte quasi subito in salita e in alcuni tratti è davvero ripida…in questo momento siamo davvero felici di avere una bici assistita e, pur mettendoci del nostro, lasciamo che ci aiuti il più possibile. Ci godiamo questi ultimi km e quando arriviamo al passo, dove ora saranno circa 23 gradi, ci tuffiamo sugli sdrai della bellissima malga Rolle. Scaldati dal sole, distesi in mezzo a questa spettacolare natura e forniti di buona birra e formaggio tipico di malga ci godiamo appieno la degna conclusione di questo entusiasmante tour della Val Venegia.

Avremo anche il piacere di vedere una mandria di mucche che ritorna dal pascolo, con un bravissimo cane subito pronto a far rientrare quelle che tentano di andare in ordine sparso. Attraversano la strada senza dare fastidio agli automobilisti che, anzi, si fermano volentieri affascinati da questa inattesa sfilata.

Purtroppo bisogna lasciare questo paradiso ma ci attende ancora un’ultima divertente discesa fino a San Martino di Castrozza, dove riporteremo le bici e riprenderemo l’auto per tornare a casa. Andiamo giù senza fretta perché vogliamo riempirci gli occhi più possibile di questo meraviglioso luogo che ci ha regalato due indimenticabili giorni di sport, divertimento ed emozioni e che ci ha lasciato ancora tanta curiosità per tutto quello che ancora rimane da scoprire. Ma torneremo presto, ne sono sicura!

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