Alla scoperta delle isole greche partendo da Creta e Santorini – 3à (e ultima) parte – SANTORINI

Santorini

7 luglio – SANTORINI

Santorini FI NAL MEN TE!! Non che abbia fretta di lasciare Creta perché mi è piaciuta molto ma Santorini è sempre stato un mio desiderio e finalmente ci sto andando.  Sveglia alle 5,30 perché il battello parte presto e dobbiamo farci un pezzetto di strada a piedi.  Ho preferito prenotare da casa perché temevo, pur non essendo agosto, di non trovare i biglietti. L’hotel ci mette gentilmente a disposizione un po’ di colazione, chiaramente non le brioches fresche ma fa niente, è già tanto così. Con le nostre care valigie ci incamminiamo perché il porto è a soli 500 metri dall’hotel. Poco prima del porto troviamo un chiosco che apre tutte le mattine alle 4 dove facciamo il pieno di caffeina con dei buoni cappuccini e poi ci dirigiamo alla banchina della nostra nave. Con nostro disappunto i marinai ci dicono che le porte del battello aprono alle 7, 30…però ora sono le 6,30 …un’ora di sonno persa solo per aver letto troppo bene il biglietto di prenotazione che recava a chiare lettere la necessità di presentarsi all’imbarco almeno 2 ore prima. Però, come sempre, non tutto il male viene per nuocere, la prossima volta, sicuramente, non arriveremo così in anticipo.

Alle 8,15 partiamo, in perfetto orario. Ci sono parecchi passeggeri ma anche qualche posto vuoto. Tra leggere, osservare i passeggeri e mangiare una fetta di torta (carissima), la traversata di 2 ora passa in fretta. Ci sono famiglie, gruppi di giovani, ragazze che viaggiano sole, coppie, c’è davvero un po’ di tutto. Evidentemente Santorini piace a molti. L’arrivo al porto è un circo. Il porto è molto piccolo, una specie di piattaforma immediatamente a ridosso della roccia, con un’unica lunga via piena di agenzie di noleggio auto e taxi a profusione. Avevo letto nei vari forum che c’è anche la possibilità di non svenarsi coi taxi e di usufruire del trasporto pubblico. Proviamo a chiedere dove sia la stazione dei bus ma sembra proprio non essercene una. Ci sono dei bus ma sembrano di tour privati. Tutte le persone a cui chiedere informazioni sono tassisti o noleggiatori e sono piuttosto restii a dare notizia che non fanno entrare niente nelle loro tasche. A forza di chiedere a destra e a manca, troviamo un gentilissimo tassista che ci indica dove possiamo trovare i bus e, addirittura, ne ferma uno che sta partendo, perché è proprio quello pubblico che serve a noi. Santorini è un’isola lunga 18 km e larga 12 e le tre principali mete turistiche sono Fira, il capoluogo; Imerovigli, vicinissima a Fira e Oia, nella parte più a nord dell’isola.  Noi abbiamo scelto Oia, perché, leggendo qua e là, ci era sembrata la più adatta a noi, essendo un po’ meno cara di Imerovigli e più tradizionale rispetto a Fira. Per recarci al nostro hotel poco fuori Oia, dobbiamo fermarci a Fira che, essendo la città principale, fa da base per tutte le altre destinazioni.  Qui troviamo subito la coincidenza per Oia. A bordo c’è un ragazzo che passa posto per posto chiedendo la destinazione e facendo il biglietto. Gli do il nome dell’hotel, il Panorama view e lui mi tranquillizza dicendo che mi avviserà quando ci saremo. E così sarà…bravo ragazzo! Ci accoglie Nicolas, un simpatico e giovanissimo gestore che parla un inglese stentato ma che si fa capire benissimo e si sforza di darci tutte le informazioni che ci necessitano.

È un po’ troppo presto e la camera non è pronta ma ci indica un sentiero che, in pochi minuti, ci porterà in centro a Oia. Questo percorso, lungo 12 km, unisce le tre principali città di cui parlavo prima in una favolosa passeggiata che corre sopra il mare regalando una vista spettacolare sulla caldera e sul mar Egeo.  

Santorini, in origine, aveva una forma circolare ma, nel 1450 a.C., fu interamente sepolta da una catastrofica eruzione vulcanica che ne fece sprofondare la parte centrale, circa 8 km, nel mare.  Ed è proprio questa la caldera, un’area sommersa che si può ammirare da ogni angolo dell’isola e che offre tramonti mozzafiato. Ci incamminiamo curiosissimi. Mi sento come una bimba che sta per scoprire Disneyland, le tante foto che ho visto di quest’isola mi hanno sempre affascinato e non mi sembra vero di esserci sul serio. Dopo un primo tratto un po’ impervio, cominciamo ad intravedere le famose costruzioni bianche e capiamo che Oia si avvicina.

Passo dopo passo la visione diventa sempre più vicina fino a un punto dove mi sembra di essere dentro una cartolina: costruzioni bianchissime, archi bianchi che si aprono sul mare, cupole azzurre, piscine a picco sul mare, tutto pulito, candido e meravigliosamente in contrasto col blu del mare e, sullo sfondo, le tonalità rosse delle rocce e l’azzurro del cielo. Una visione davvero incredibile e che rispecchia esattamente quello che mi aspettavo.

Ci riempiamo gli occhi per bene ma siamo anche affamati e ci fermiamo in una delle tantissime stupende locande situate lungo il mare per affrontare il nostro primo pranzo a Santorini. Non siamo ancora in centro e perciò riusciamo a mangiare la nostra cara insalata greca con il pane pita ad un prezzo più che ragionevole.

First lunch in Santorini

Proseguiamo ancora passando tra romanticissimi hotel tutti con la loro piscina o vasca idromassaggio, ammiriamo le scalinate che portano più giù, verso altri stupendi locali e arriviamo a quello che può essere chiamato centro città che, in verità, si sviluppa tutto lungo la stessa strada, essendo Oia tutta a picco sul mare.

Walking in Oia

Bar, ristoranti e negozi di ogni genere a destra e sinistra, ce n’è davvero per tutti i gusti. I negozi, anche quelli più semplici, sono allestiti con cura, tanto buon gusto e pulizia.

Shops in Oia

Avevo letto di una libreria, l’Atlantis books,  aperta da due ragazzi americani che, durante una loro vacanza nelle Cicladi, non riuscendo a trovare libri da leggere nella loro lingua, avevano deciso di aprire una loro libreria proprio in questa città che tanto era piaciuta ad entrambi. La cerco tra i tanti locali e finalmente, eccola lì. Già l’esterno mi cattura. C’è una piccola piazzola (neanche a dirlo bianca e blu) dove ci sono dei libri in esposizione e, immediatamente sulla destra, una scala in legno dipinta di blu che conduce all’entrata della libreria dove, entrando, ci si sente catapultati in un’altra dimensione, con scaffali zeppi di file ordinate di libri di ogni genere e lingua, simpatiche scritte sui muri e sul soffitto fatto ad arco, tavolini a cui appoggiarsi per dar modo di consultare i volumi a turisti curiosi che, come me, vengono rapiti da quest’atmosfera senza tempo. Capisco ora perché l’Atlantis books sia stata inserita tra le 10 più belle librerie del mondo.

Atlantis Books

Un po’ in bambola e un po’ a malincuore esco da questo posto magico per continuare il nostro peregrinare alla ricerca di uno scooter da noleggiare. Troviamo un negozio poco lontano e, contrattando un po’, riusciamo ad avere un buon scooter 150 per tutti i giorni in cui ci fermeremo. Come a Creta, tentano anche qui di affittarci una macchina, ma noi questa volta non ci lasciamo proprio convincere, l’isola è piccola e le strade sono strette, di automobile proprio non se ne parla. E così, finalmente in sella ad un 2 ruote, torniamo alla nostra stanza che si rivela essere una piacevole sorpresa.

Motorcycle

Un ampio e bell’appartamento tutto bianco e azzurro, in perfetto stile greco, con un’attrezzata cucina a disposizione e uno spazioso e comodo terrazzino. Inoltre, e questo non è particolare da poco, pochi passi più su, c’è una vecchia chiesetta che, scopriremo poi, è uno dei luoghi preferiti per vedere e fotografare i famosi tramonti di Santorini. Nicolas si offre di portarci del vino perché è tradizione, mentre si aspetta il tramonto, sedersi comodi e sorseggiare del buon vino fresco. Così, mezz’ora prima del tramonto, con il nostro vino fresco e dei biscotti per “asciugarlo” un po’, ci sediamo in silenzio sugli scalini della chiesetta, in attesa degli incredibili colori della sera.

Waiting for the sunset

Finché aspettiamo arrivano altre persone, tra le quali anche un fotografo inglese che si dà un gran daffare alla ricerca della luce migliore; sposta camera e cavalletto di qua e di là, prova più su, poi più giù, finché sembra aver trovato la giusta combinazione. Sua moglie e le sue figlie, intanto, si accomodano su una coperta che si sono portate e si mettono anche loro, come noi, a sgranocchiare e a bere. Il sole comincia a calare e i colori si fanno più caldi, in un’esplosione tra giallo, arancio e rosso, mano a mano che il sole scompare dietro il mare. Da qui possiamo vedere il bianco di Oia che sovrasta il mare dove le navi si danno appuntamento, tutte ferme, in attesa di vedere il sole che sembra tuffarsi nel blu e nel momento che il sole scompare, tutte assieme, suonano le sirene. Sarà un momento davvero emozionante.

Sunset in Oia

A piedi per il nostro caro sentiero raggiungiamo, in circa 20 minuti di splendido cammino, il centro di Oia, dove ceniamo a lume di candela in un locale a picco sul mare, beandoci fino all’ultimo secondo di questa visione mozzafiato che tanto fa amare quest’isola.

8 luglio – RED BEACH – WHITE BEACH – AMOUDY BAYSUNSET

Rimanendo qui solo 3 giorni, non c’è tempo da perdere. Perciò, via, alla ricerca delle spiagge di Santorini. Non ci aspettiamo spiagge panoramiche come a Creta, essendo Santorini un’isola vulcanica, ma siamo curiosi di vedere se sono all’altezza della bellezza delle sue città. La prima in cui ci rechiamo è la Red beach, così chiamata per il colore delle rocce che la sovrastano. Al parcheggio ringraziamo il fatto di avere il motorino perché lo spazio è poco e parcheggiare un’auto sarebbe un problema. Prendiamo il posto di un quad guidato da un italiano al quale questa spiaggia non è proprio piaciuta.  Ma, si sa, il giudizio è soggettivo, perciò non ci lasciamo smontare e ci dirigiamo verso il mare, attraverso un sentiero stretto e scomodo che corre in mezzo alle rocce che rosse lo sono davvero e che creano un bel contrasto cromatico con l’azzurro del mare.

Red Beach

Bastano pochissimi minuti per raggiungere la spiaggia che altro non è che una lingua di ciottoli scuri che si insinuano dentro le ciabatte rendendo il camminare assai poco piacevole. Non tira un filo d’aria e l’acqua è un po’ torbida. Proviamo a fare una passeggiata verso alcuni scogli dove l’acqua migliora ma raggiungere qualsiasi luogo è una sofferenza per i piedi. C’è anche un piccolo bar con degli sdrai ma il tutto ci sembra alquanto squallido. Il giorno prima, nel bus, una ragazza ci aveva consigliato una gita in barca che, a prezzo modico, portava alle tre spiagge più famose di Santorini…ecco…forse avremmo fatto bene ad ascoltarla perché, probabilmente, arrivare qui dal mare, avrebbe fatto un’altra impressione. Finché decidiamo sul da farsi, ci stupiamo nel guardare la gran quantità di persone che sta arrivando e che si sistema placidamente su questo che a me sembra un tappeto di carboni ardenti…contenti loro!

Red beach

Noi, delusi non poco, preferiamo andare alla scoperta delle altre spiagge. Imposto “White beach” nel navigatore e, felici di risalire nel nostro due ruote, sfrecciamo verso nuovi lidi. Sbagliamo strada una volta (ma quando mai riusciamo a non farlo) ma poi sembra che il navigatore faccia giudizio e ci ritroviamo in una lunga, ma lunga, ma lunga discesa di strada sterrata che ci porta di fronte ad una piccolissima spiaggia con qualche vecchio sdraio dove scopriamo che la White beach si può raggiungere solo in barca.

Vabbè, ormai siamo qui e, nonostante non sia niente di che, troviamo un angolo con degli scogli dove l’acqua è davvero meravigliosa.

Ci immergiamo felici di liberarci della polvere raccolta lungo la strada e facciamo due chiacchiere con una coppia di ragazzi biondissimi che sembrano usciti da una pubblicità. Lei sta tentando di farsi fare delle foto artistiche ma lui sembra piuttosto annoiato e, a mio avviso, è ben contento del nostro arrivo. Sono di Milano ma vivono a Cortina. Ci scambiamo un po’ di pareri su Santorini e poi, affamati, andiamo a pranzare nell’unica taverna del luogo che, a dire la verità, è davvero carina, con i tavoli sotto un pergolato in legno proprio di fronte al mare. Solita insalata greca e poi pennichella, distesi sugli asciugamani e cullati da una piacevole brezza che prima non c’era ma che sembra essersi levata proprio per noi.

Per muoversi da nord a sud di Santorini si possono usare le strade interne, che sembrano strade di collina perché vanno su, giù, curva a destra, curva a sinistra…ma che sono molto pittoresche e divertenti; oppure si può percorrere la strada principale che costeggia il mare. In motorino quest’ultima è più noiosa ma è anche la più veloce. Così, per tornare in hotel, il navigatore sceglie di testa sua quella più diretta e, non avendola mai percorsa, decidiamo di seguirla e ne approfittiamo per dare un’occhiata alle spiagge che ogni tanto appaiono lungo il percorso. Non sono molte e sono attrezzate in modo davvero spartano. Tiriamo dritto e ci dirigiamo verso Amoudy Bay, la spiaggia più vicina a Oia, di cui avevamo trovato per caso un articolo su un blog ma che è molto poco pubblicizzata. È quasi di passaggio per tornare in hotel e perciò decidiamo di fare qui l’ultima tappa.  Quando mancano circa 500 metri, ci troviamo di fronte una ripida discesa dove la strada finisce, per lasciare il posto al mare. Ci sono parecchie auto parcheggiate lungo la discesa ma noi, in motorino, riusciamo ad arrivare fino in fondo e a trovare un comodissimo posto quasi fronte mare.

Quello che ci troviamo davanti è un piccolissimo e vecchio villaggio di pescatori diventato, ora, un lungomare con un susseguirsi di bellissime trattorie tipiche che offrono pesce freschissimo ad ogni ora del giorno.

Amoudy Bay

Entusiasti del luogo passiamo in mezzo a tutti questi bellissimi locali che finiscono dove inizia un lungo sentiero di sabbia e roccia rossa del quale non si vede la fine perché gira a sinistra attorno alle rocce a picco sul mare. Chiedo informazioni e mi dicono che il sentiero finisce su una baia dove non c’è una vera e propria spiaggia ma dove si può fare il bagno. Il mio interlocutore, un ragazzo che lavora in un’agenzia che organizza gite in barca, non dimostra grandissimo entusiasmo per il posto ma noi, che siamo curiosi, decidiamo di tornarci l’indomani, ora è già quasi sera e preferiamo andarci a preparare per la cena e per il nostro secondo tramonto sulla caldera. Girovagando in motorino, avevamo visto un locale appositamente allestito per godere del tramonto, con le sedie girate verso la caldera e un tavolino preparato con i bicchieri messo lì appositamente per le foto. Sarà anche un po’ troppo da turisti ma, del resto, questo noi siamo.

Ready for sunset

Perciò, pantaloni corti e felpa (alla sera in motorino fa freschetto), sfrecciamo su queste strade per nulla trafficate fino a ritrovare questo locale dove i nostri cocktail non sono propriamente economici ma, che importa, ci godiamo ogni attimo di questo stupendo e romantico tramonto senza dare peso a niente altro. Peccato che stasera le barche non salutino il tuffo del sole nel mare ma forse siamo noi che siamo più lontani e non le sentiamo.

Sunset

9 Luglio –  MEGALOHORI – PYRGOS- FIRA – IMEROVIGLI – AMOUDY BAY

Amoudy Bay

Oggi ….sigh…ultimo giorno di vacanza. Bisogna assolutamente riempirlo di tutto quello che non siamo ancora riusciti a fare finora. Innanzitutto dedichiamo mezza giornata ad esplorare l’interno dell’isola con due dei suoi paesetti più tipici, Megalohori e Pyrgos, che hanno anche il vantaggio di trovarsi molto vicini tra loro. Le distanze a Santorini sono ridotte e girarla in motorino è piacevolissimo ma, volendo tenerci un po’ di ore per la baia di Amoudy, preferiamo non perdere tanto tempo in strada. Ci prepariamo una semplice colazione che ci gustiamo sul patio del nostro appartamento, con la vista su una serie di colline, il mare sullo sfondo e il sole che dona al tutto una sensazione piacevolissima. Ci dirigiamo prima a Megalohori, passando per strade già fatte ma anche per nuovi percorsi che il nostro navigatore si diverte a mostrarci mandandoci un po’ in confusione. Sbagliamo una deviazione e ci ritroviamo giù in fondo, al porto dove eravamo arrivati con il traghetto. Chiediamo indicazioni ai vigili che, peraltro, sono sempre molto gentili. Ritorniamo sui nostri passi e arriviamo all’esterno di Megalohori che dà l’idea di un paese quasi disabitato.

Near Megalohori

Però, appena troviamo la strada giusta per il centro, ci si apre davanti agli occhi una bellissima piazza, con locande e negozi tipici, che porta ai vicoli caratteristici di questo paese davvero molto piccolo ma molto carino e che mantiene intatte le caratteristiche abitazioni del passato. Ci sono anche alcune cantine dove si può degustare il vino greco ma noi ci limitiamo a visitarne una adibita a museo, conservata come se il tempo non fosse passato. La visita è libera e, nonostante il luogo sia piccolo, sembra davvero di entrare in un’altra epoca. Non c’è molto altro da vedere ed è troppo presto per fermarsi a pranzare, così, anche se i locali sono così accoglienti che è un peccato andarsene, ci dirigiamo verso Pyrgos. Già avvicinandosi ci si accorge che è molto turistico e frequentato. Degli asinelli a riposo ci accolgono all’inizio della strada principale che si sviluppa tutta in salita fino alla cima della collina, passando per bellissime case bianche e azzurre, alcune scavate nella roccia, abbellite da meravigliose buganvillae viola e da colorati negozi di artigianato dove non possiamo non curiosare.

Pyrgos
Pyrgos

Salendo incontriamo una bella chiesa ortodossa con le sue tipiche campane racchiuse dentro gli archi e le immagini iconografiche che ne riempiono le pareti all’interno.

Tipical churh

Immersi in tanta bellezza arriviamo all’ultima terrazza, proprio sulla sommità del paese, che offre una meravigliosa vista sul mare. Manco a dirlo, c’è un bar proprio lì, in posizione strategica, dove decidiamo di rinfrescarci, seduti in mezzo a turisti di ogni nazionalità, dai cinesi che invece di guardare il panorama si imbambolano a guardare il telefono, ai tedeschi che si scolano birra e cappuccino a tutte le ore, agli italiani che stanno nel mezzo, rimirando le foto appena fatte ma non dimenticandosi di ammirare tutto quello che c’è intorno e cercando di godersi appieno questa temperatura calda ma sempre ventilata e piacevole. Miro, che ha da poco imparato “would you like a photo?”,  lo chiede a chiunque incontri sulla sua strada. Lo fa anche quando ci imbattiamo in due ragazzi che vogliono fare delle foto con gli asinelli, rendendosi comicamente conto, dopo pochi secondi, che sta parlando inglese con degli italiani. Mi divertirò un sacco, durante tutta la giornata, a prenderlo in giro ripetendo “would you like a photo?” ogni volta che me se ne presenta l’occasione.  

Tra una risata e l’altra ripartiamo alla volta di Fira, il capoluogo di Santorini. È molto simile a Oia, anche se più grande, con i caratteristici vicoli dove il bianco e il blu dominano incontrastati.  Scattiamo un sacco di foto ma, del resto, come si fa a non farlo, ogni angolo svela scorci così splendidi dai quali non si può non rimanere affascinati. Negozi di alta moda e gioiellerie spuntano ovunque, così come lussuosi ristoranti e locali di un’incredibile bellezza. È il paese più vivace di Santorini, dove si può vivere anche la notte, a differenza di Oia o Imerovigli, molto più tranquilli.

Fira

Siamo incuriositi anche da Imerovigli, a soli 3 km da Fira, famosa grazie alla sua posizione sulla scogliera più alta dell’isola, a circa 300 metri sul livello del mare e grazie ai suoi hotel e ristoranti di alto livello. Però un cappuccino ce lo beviamo lo stesso. Per 5 euro me lo sarei aspettato più buono ma la location li vale tutti: un susseguirsi di rotondeggianti costruzioni bianche con piscine private a picco sul mare e curatissime scale in pietra che si inoltrano tra un’abitazione e l’altra, tutto candido, pulito e ordinato, una vera gioia per gli occhi.

Imerovigli

Però ora basta città, Amoudy Bay ci aspetta.  Arrivati in cima alla salita che la precede siamo felicissimi di avere il motorino. Oggi, infatti, c’è il parcheggiatore che non fa scendere nessuno, nemmeno i quad. Qui non c’è un vero parcheggio, gli unici posti sono lungo la strada e sono già strapieni. Arrivano due ragazze con il quad che provano tutte le strategie per passare ma il parcheggiatore è irremovibile, costringendole a parcheggiare in cima alla salita, a circa 500 metri, forse più, dal mare. Noi invece passiamo senza problemi e lasciamo lo scooter proprio fronte mare. Rifacciamo questo splendido lungomare ansiosi di arrivare alla baia. Imbocchiamo il sentiero che costeggia il mare tra rocce scure e a volte appuntite. Incontriamo qualcuno che lo percorre scalzo e ci chiediamo che piedi o che soglia del dolore possa mai avere.

Reaching Amoudy Bay

Sarà il riflesso delle rocce con il loro colore cha va dal rosso al nero o il gran numero di scogli chiari e scuri che spuntano dall’acqua, ma il mare è strepitoso. Tutti questi contrasti gli conferiscono una tale varietà di colori che resistergli è impossibile. Per quanto possibile, cerchiamo di affrettarci a raggiungere uno spazio per poterci sistemare e siamo molto fortunati perché una coppia si sta alzando proprio mentre arriviamo noi, lasciandoci un posto più unico che raro, piatto e quasi comodo, tra gente abbarbicata tra le rocce o scomodamente seduta in quei pochi spazi disponibili che questa baia offre. Ci tuffiamo immediatamente e nuotiamo fino a raggiungere una vecchia costruzione in pietra di fronte a noi dove i più temerari salgono per tuffarsi.

Amoudy Bay

Lasciamo andare lo sguardo tutto attorno ed è un vero spettacolo. Nuotando aggiro uno scoglio e quando guardo in su rimango senza parole. Sopra la mia testa vedo tutta la città di Oia, una lunga distesa di costruzioni candide appoggiate sulle rocce scure che sembrano tuffarsi nel blu. Sarà una delle immagini che non dimenticherò mai.

Oia from Amoudy Bay

Così, tra l’uscire dall’acqua e il ritornarci immediatamente perché il richiamo è davvero irresistibile e quattro chiacchiere con una famiglia di italiani accampati vicino a noi, il pomeriggio vola e, quando decidiamo di andarcene, non abbiamo nessun rimpianto, perché quest’ultimo giorno, come tantissimi altri di questa vacanza, ci ha regalato incredibili emozioni e sensazioni.

Il tramonto stasera ce lo guardiamo dalla nostra chiesetta, tra turisti che vanno e vengono anche loro alla ricerca del posto migliore per ammirarlo. Passano di lì anche delle signore di Caldogno, le riconosciamo dall’accento e condividiamo vino e biscotti aspettando assieme il loro primo tramonto a Santorini.

Dobbiamo riportare il motorino e così ne approfittiamo per fermarci a cenare a Oia. È l’ultima sera qui e perciò vogliamo un ristorante super. Difficile scegliere, perciò ci lasciamo guidare dall’istinto e ne scegliamo uno quasi nel punto più alto di Oia, dal quale si vedono i numerosi scalini che scendono al porto vecchio dove i soliti poveri asinelli vengono ingaggiati da qualche pigro turista per salire o scendere.

Oia

I prezzi del ristorante sono leggermente sopra la media ma il cibo è molto buono e di qualità. Peccato che il cameriere ci faccia notare che la mancia non è compresa nel conto…che caduta di stile…

Ma chi se ne frega, godiamoci quest’ultima sera qui, con la luna quasi piena che ci fa alzare lo sguardo verso i paesi vicini che così, arrampicati sulle rocce, sembrano presepi; e poi guardiamo giù verso il mare che ora sembra nero ma che, di tanto in tanto, viene illuminato dalle luci delle poche barche ancora in navigazione. Tutto questo sembra fatto apposta per permetterci di dare il nostro saluto a queste bellissime vacanze e alle meravigliose Creta e Santorini.    


Lascia un commento