PRAGA – Alla scoperta di questa magica città

29 Maggio 2019 – Ponte Carlo, Mala Strana, Stare Mesto, Birreria U-Fleku

Era da una vita che sognavo di andare a Praga, probabilmente perché tutti me l’avevano tanto decantata e ora, finalmente, siamo pronti alla partenza.

Trovo un biglietto aereo davvero conveniente da Bergamo con la Ryan Air con partenza al mercoledì mattina e ritorno al sabato mattina. Pensavamo di essere solo io e Miro e invece, con nostra gioia, si aggiungono la cousin (mia cugina Marina) e l’amico Bottene.

Noi

Quasi levataccia e pronti alla partenza. Avevo prenotato un parcheggio poco lontano dall’aeroporto. L’ivm parking dove troviamo personale simpatico e divertente. Vogliono a tutti i costi portarci a ballare (la cousin  è anche brava, io..così, così..). Il volo è in perfetto orario ed è talmente breve che tra una chiacchierata con la mia vicina di posto e qualche occhiata fuori passa davvero veloce. Per avere i posti vicini avremmo dovuto pagare qualcosa in più ma per un tragitto di un’ora non ne valeva la pena e così siamo in ordine sparso. La mia vicina è già stata diverse volte a Praga e perciò approfitto della sua conoscenza per farmi dare qualche suggerimento. In verità si limita a parlarmi delle numerose e bellissime chiese, assai poco frequentate (gran parte della popolazione è atea) ma qualche informazione utile riesco comunque a carpirla.

Avendo prenotato anche il taxi per arrivare all’hotel, appena fuori troviamo un omone alto che ci attende col solito simpatico cartello col mio nome. Ci accompagna ai rispettivi hotel, entrambi centralissimi. Praga è divisa in 6 quartieri e la mia scelta era caduta sulla parte più vecchia e caratteristica, ossia Mala Strana, praticamente a ridosso del ponte più famoso di questa capitale, il ponte Carlo e con una vista bellissima sul castello di Praga. La prima impressione è già buonissima, palazzi tipici e bellissimi, viuzze strette e vivaci piazze brulicanti di persone, ampi spazi verdi e un traffico composto e regolare.

La prima tappa è il bed and breakfast “Charles Bridge” dove alloggiano la cousin e il Bottene. Fatichiamo un po’ a trovarlo perché la vecchia insegna appesa al muro è alquanto stinta e rovinata, così come si rivelerà essere anche l’intero bed and breakfast.  Però la posizione è davvero eccezionale, circondato da bellissimi locali e con il ponte Carlo praticamente fuori dalla porta.

Il nostro, lo studio Velkoprevorsky si trova a 2 minuti a piedi ed è molto meno trascurato. È vicinissimo al muro di John Lennon che, visto dal vero, è una vera delusione. In ogni guida viene tanto decantato per l’immagine di John Lennon seguita da altre raffigurazioni inneggianti la pace. In verità il dipinto del viso si intravede appena, coperto com’è da imbrattature di ogni genere che poco hanno a che vedere con la simbologia che dovrebbero rappresentare. Eppure vedremo pure gli sposi venirsi a fare le foto di nozze proprio qui, oltre a decine di turisti ad ogni ora del giorno.

John Lennon wall

E pensare che proprio lì accanto c’è il ponte dell’amore, assai più romantico, con la ruota di un vecchio mulino e una simpatica statuetta che assomiglia ad un elfo. Gli immancabili lucchetti appesi dagli innamorati fanno da completamento a questo piccolo ma carinissimo luogo.

Love Bridge

Partiamo subito alla scoperta di questa capitale. Cambiamo un po’ di soldi in uno dei tanti cambi disseminati in giro e via. Trovandoci nel quartiere di Mala Strana, preferiamo cominciare da qui, lasciando la passeggiata sul ponte ad un’ora più tarda. Il quartiere è davvero bello, con questi vecchi palazzi in stili differenti ma mai dissonanti. Praga, a differenza di molte città europee, non è stata distrutta dai bombardamenti delle guerre e il susseguirsi di costruzioni è stato fatto in modo saggio e con gusto. Ogni singola epoca ha lasciato tracce visibili, regalando a questa città un’incredibile ricchezza di stili architettonici che vanno dal gotico, al barocco, all’art nouveu e all’arte moderna. Ci riempiamo gli occhi godendoci una passeggiata sugli innumerevoli vicoli lastricati di pavè (niente tacchi o bicicletta, per carità), ammirandone ogni angolo.

Come in ogni capitale che si rispetti, non si muore di fame, c’è una tale abbondanza di locali, uno più bello dell’altro. Rimaniamo a bocca aperta quando scopriamo la vera specialità di Praga, il Trdlo (chiamato anche Trdelnik o manicotto di Boemia). E’un pane dolce avvolto a serpentina su un apposito rullo che serve a dargli la forma (sembra un cannolo gigante) finché si cucina. Si può mangiare da solo ma vale sicuramente la pena di mangiarlo farcito. Dentro ci si può mettere qualsiasi cosa, gelato, cioccolato, frutta, crema, panna montata, perfino crauti e salsiccia. Mi viene ancora l’acquolina in bocca. Però noi siamo bravi e resistiamo a tanta tentazione.

Trdlo

Decidiamo di tenerci questo piacere per il giorno seguente e ci fermiamo a prendere qualcosa in un carinissimo locale con una terrazza all’aperto dove cominciamo a degustare una bella birra scura e dello strudel. Qui non esiste la birra bianca ma le scure sono eccezionali.

Andiamo ancora a zonzo godendoci l’atmosfera che emana da questa città. La signora che avevo conosciuto in aereo me l’aveva detto: Praga è una città magica. Ora che ci sono posso confermarlo.

Lo stomaco chiama la cena e, per questa sera, scegliamo la birreria U-Fleku, il più antico birrificio di Praga dove si possono anche assaggiare i piatti tipici di questa parte del mondo, accompagnati da una birra scura prodotta da loro e disponibile solo qui. Il locale si trova nel quartiere di Stare Mesto, dall’altra parte del ponte rispetto a dove siamo noi. Ci accingiamo perciò ad attraversare questo ponte famosissimo. Molti forum consigliavano di farlo di sera perché si anima di artisti di strada e di venditori ambulanti. Ed è proprio così. Ci sono piccole bancarelle con artigianato locale e artisti di ogni genere, cantanti, musicisti, giocolieri. Si dice che toccare alcune statue che si trovano lungo il ponte porti fortuna. Non c’è neanche bisogno di documentarsi su quali siano, da quanto sono lucide per il tanto toccare da parte dei turisti. E che fortuna, salute, amore e soldi sia! Partecipiamo anche noi alla lucidatura e percorriamo il ponte un pò più felici sperando che veramente porti bene. Il ponte è comunque uno spettacolo, con tutte queste statue sia a destra che a sinistra e con una vista sulla città circostante e sul fiume Moldava sottostante che lasciano senza fiato. Le luci del castello da una parte, lo stagliarsi dei bellissimi palazzi dall’altra, le barche illuminate che navigano silenziose, la temperatura tiepida della serata…tutto contribuisce a rendere magica questa passeggiata.  

Appena usciti dal ponte ci addentriamo nel vero centro della città, il quartiere Stare Mesto. Sembra di passeggiare dentro una città rimasta ferma nel tempo. Una moltitudine di locali lungo un dedalo di viuzze che improvvisamente si aprono su una grandissima piazza, la Piazza della Città Vecchia che, con la sua Torre dell’orologio è uno dei luoghi più famosi di Praga

Mentre stiamo facendo un girotondo per ammirare da ogni parte questo luogo così pieno di fascino ci avvicina una ragazza che parla italiano e ci spiega che ogni giorno ci sono delle visite con guide parlanti italiano, il team de il tour Italiano Praga, il gruppo dall’ombrello colorato, che propone diverse visite nei luoghi più importanti della città. Non male come idea. Ci lascia una brochure che ci tornerà utile il giorno dopo.

Continuiamo la nostra ricerca verso la birreria e, dopo aver camminato un bel po’, la troviamo. L’interno è proprio come ce lo immaginavamo, con l’atmosfera da Oktoberfest. Grandi stanze con tavoloni e panche di legno che si possono condividere con gli altri avventori, camerieri con enormi boccali di birra in mano e piatti di crauti e salsicce che ci passano sotto il naso. Non facciamo in tempo a sederci che un cameriere ci propone degli shot con due tipi di liquore. Essendo a stomaco vuoto rifiutiamo ma insiste dicendo che è tradizione. Ma si, ubriachiamoci subito. Devo dire che uno dei due, quello al miele, è davvero buono e sono contenta di averlo provato.  E poi via di birra. I camerieri continuano a passare ma, non essendo noi grandi bevitori, non fanno grandi affari. La birra è scurissima e moooolto buona.

Cheers!!

Valeva la pena di arrivare fino a qui. Ordiniamo dei piatti tipici, tra i quali gulasch e veproknedlozelo (?? spelling please), un piatto a base di carne di maiale con canederli, crauti e uno strano pane piatto molto buono. Non è la nostra cucina preferita ma è tutto buono e la birra aiuta sicuramente a rinfrescare il tutto.

Veproknedlozelo

Non abbiamo la fortuna di assistere agli spettacoli di canto o karaoke che ogni tanto fanno qui ma siamo lo stesso brilli e contenti e ci avviamo verso i rispettivi alloggi per andare a dormire.

30 maggio – Tour italiano Praga, castello di Praga, Vicolo d’oro

Dopo un costoso ma buon croissant e un cappuccino (lo fanno buono anche a Praga), andiamo a recuperare la cousin e Bottene. Loro la colazione ce l’hanno ma sembra che farsi fare un semplice latte caldo sia un’impresa. Proveremo a chiederlo anche in un’altra occasione ma ci guarderanno come se fossimo dei marziani.

Decidiamo di fare la visita guidata col Tour italiano Praga e ci dirigiamo alla piazza della città vecchia da dove poi partiremo. Siamo un gruppo di circa 15 persone e la nostra guida, un ragazzo di Parma, è davvero bravo e simpatico.

Tour Italiano Praga

Per circa 2 ore ci accompagna a scoprire le bellezze di questa città, aiutandoci a capire la sua storia attraverso verità e leggende.  La statua di Jan Hus che troneggia nella piazza centrale, le statuine mobili della torre dell’orologio, il quartiere ebraico e la statua di Franz Kafka sono solo alcuni dei simboli di Praga che ci racconta. Saranno due ore piene di conoscenza che chiariranno molte nostre curiosità.

Jan Hus
Franz Kafka

Ci fermiamo a mangiare all’aperto. La giornata è splendida e, arrivando da settimane di brutto tempo in Italia, approfittiamo del sole e del calore tanto atteso. Ci dicono che anche qui è la prima bella giornata dopo settimane di pioggia, saremmo noi che portiamo fortuna?

Il pomeriggio lo dedichiamo al castello, non prima però di affogarci nel famosissimo trdlo. Attiviamo la modalità dieta off e lo facciamo farcire con uno strato di cioccolata, del morbido e abbondante gelato, fragole e una rifinitura di panna montata. Le papille gustative, facendo le capriole, ringraziano. Super! Non potevamo andarcene da Praga senza assaggiare questa prelibatezza.

Trdlo

Rifacciamo il ponte a ritroso ma, visto che il castello è in collina a circa 2 km di distanza e i nostri piedi cominciano a chiedere pietà, prendiamo un comodo bus che in pochissimi minuti ci porta all’entrata. Ci limitiamo alla visita esterna dove mi aspettavo minareti, ponti levatoi e quant’altro. Niente di tutto questo, bensì dei giardini e dei grandi spazi lastricati dove si erge la bella cattedrale di San Vito e dove, per caso, ci imbattiamo in un piccolo e carinissimo borgo, il Vicolo d’oro, così chiamato perché un tempo era abitato da orafi o alchimisti. Al civico 22 visse per un periodo anche lo scrittore Franz Kafka.  Anche qui, come in molti luoghi di Praga, è come fare un salto nel passato, con le basse e piccole case che ora ospitano minuscoli e coloratissimi negozi di souvenir.

Cattedrale di San Vito – Castello di Praga
Vicolo d’oro

Da lì facciamo una passeggiata godendoci un panorama sulla città sottostante che è qualcosa di incredibile. Alla nostra destra si vede tutta Praga e alla nostra sinistra c’è un verdissimo viale coltivato a vigne che ci invita a sederci e a gustare un bicchiere di vino fresco. C’è un chioschetto proprio lì e…incredibile… ma a 800 km da casa cosa troviamo? Prosecco di Valdobbiadene!

Castello di Praga view

Ce lo servono in piccoli e carinissimi calici di plastica…quasi quasi ce li portiamo a casa come souvenir. .. però per fare un servizio completo bisognerebbe fare il bis…meglio di no, và…ci aspetta una lunga camminata per tornare agli hotel e camminare senza barcollare potrebbe tornare utile.

Cheers!

Per tornare al nostro quartiere scegliamo la vecchia scalinata del castello, da dove si aprono bellissimi scorci sulla città. Non ancora paghi, andiamo a scoprire altri angoli che ancora non avevamo esplorato, come un passaggio che porta alla riva del fiume, regno incontrastato di cigni e anatre e angolo scelto dai novelli sposi per fare le foto.

Per la cena  scegliamo un piccolo ristorante con una terrazza che ci aveva ispirato passandoci accanto. Stasera voglio provare la bramborova polevca, una tradizionale zuppa di patate e altre verdure insaporita da spezie e servita dentro una pagnotta di pane. Si rivelerà davvero un’ottima scelta. Faremo gli ultimi quattro passi per digerire la ricca zuppa, riempiendoci gli occhi e le macchine fotografiche dalla città illuminata.

bramborova polevca

31 maggio – Klementinum,

Cercando delle informazioni su Praga avevo visto delle foto di una meravigliosa biblioteca che si trova nel Klementinum, un ex collegio gesuita, ora sede della biblioteca, di una torre astronomica e di una cappella degli specchi dove si svolgono regolarmente concerti di musica classica. Non mi perderei una biblioteca del genere per niente al mondo e perciò ne facciamo la prima meta di questa mattina.  Si trova nel quartiere di Stare Mesto e perciò ci rifacciamo per l’ennesima volta il ponte che, comunque, non stanca mai. Stamattina ci sono dei musicisti molto bravi e, essendo Marina e Andrea loro stessi dei musicisti, ci fermiamo ad ascoltarli e applaudirli.

Musicisti al Ponte Carlo

L’entrata al  Klementinum è permessa solo in gruppo ad orari stabiliti e con una guida parlante inglese. Aspettiamo il nostro turno e cominciamo il tour. La nostra guida è un ragazzo giovane che ci accompagna per una ripida scalinata in legno fino a scoprire stanze e luoghi che sembrano essersi fermati nel tempo, con i loro marchingegni per le misurazioni astronomiche.  

Dopo un’ulteriore salita ci fermiamo in una stanza dove la guida ci raggruppa per spiegarci dove siamo. Sul momento non mi accorgo di una porta alla mia sinistra ma appena il ragazzo comincia a parlare della biblioteca mi rendo conto che ci siamo proprio davanti. Le luci al di là della porta sono spente e la porta a vetri lascia intravedere ben poco ma, appena si aprono le porte e si accendono le luci all’interno mostrando la biblioteca nella sua interezza, rimaniamo estasiati. Non si può entrare, la stanza è visibile da una specie di terrazzino che è comunque più che sufficiente per poterla ammirare. Scaffali e scaffali di vecchi libri in ordinate file, mappamondi al centro della sala e un soffitto a volta dipinto come fosse una chiesa ci riempiono gli occhi. Foto (senza flash) e commenti estasiati si sprecano.

Klementinium Library

E, come non bastasse, continuiamo il tour fino alla cima della torre astronomica dal cui terrazzo circolare  possiamo goderci il panorama di Praga a 360°.

Torre Astronomica

Soddisfatti della visita ma anche affamati ce ne andiamo a pranzare. Niente cibo ceco oggi, ma sano pesce scelto e cotto al momento in un locale dove il servizio lascia alquanto a desiderare ma dove il cibo è buono. Avevamo già constatato come questo popolo non sia di grande cordialità. In Italia siamo abituati a personale gentile e sorridente, ma qui non sembra essere così.

Dedichiamo il pomeriggio a gironzolare alla scoperta di altri angoli di questa bellissima capitale. Passiamo da piazza Venceslao, ricca di negozi, dove assistiamo anche ad uno spettacolo di danze tipiche.

Ci spingiamo fino alla casa danzante, nel quartiere di Nove Mesto. Tra gli antichi palazzi, lungo l’argine del fiume Moldava, saltano all’occhio queste due bizzarre costruzioni ispirate al ballo e perciò chiamate anche Fred a Ginger, dalle linee curve e dinamiche. Si potrebbe anche salire sul tetto dove si trova un ristorante francese ma abbiamo ancora tante cose da vedere e ci accontentiamo di vederle da giù.

Fred & Ginger

Seguiamo la riva del fiume, sempre accompagnati da grandissimi palazzi da una parte e dalla Moldava dall’altra, in un susseguirsi di scorci meravigliosi tra le foglie degli alberi e l’azzurro del cielo e del fiume. La giornata è calda e il fiume si riempie sempre più di piccole imbarcazioni che costeggiano la riva dove si trovano carinissimi bar e locali.

Due cose mi dispiace di non aver fatto in questa città: curiosare nella parte al di là del fiume e scoprire in bicicletta le vicine colline così verdi e lussureggianti.

Questo è l’ultimo giorno qui e ci fermiamo lungo il fiume ancora un po’ a goderci questo tepore e questi colori. Sarà perché è venerdì o perché il tempo è bello ma la gente sembra essersi riversata tutta in strada. Quando affrontiamo il ponte sembra di essere travolti dalla marea, turisti di ogni nazionalità, simpaticissimi gruppi di ragazzi e ragazze abbigliati nei modi più strani, venuti qui per festeggiare l’addio al celibato e nubilato, classi di ragazzini in gita con in mano trdlo o gelati enormi, una gioia per gli occhi.

Chi ha visto Praga in inverno, coperta dalla neve e illuminata per le feste natalizie, dice che è quanto di più suggestivo si possa vedere. Non posso dire la mia perché non c’ero mai stata prima d’ora ma quanto ho visto mi basta per essere più che felice di questa esperienza in questa bellissima e magica capitale dell’est.

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