Viaggio itinerante tra Thailandia e Malesia – 3à parte – KOH LIPE

Koh Lipe

Domenica 13 gennaio – Koh Lipe

Che alzataccia!! Direzione Koh Lipe, una piccola isola a sud della Thailandia, nel mar delle Andamane. Da Phuket, il modo più semplice per arrivarci è in battello. Ci era stato detto che la traversata sarebbe stata di circa 5 ore ma si rivelerà un po’ più lunga e alquanto odisseica. Il traghetto parte alle 8,30 dal porto di Phuket che dista da Patong circa 35 minuti. Ancora non mi è chiaro perché il pulmino che ci porterà al porto venga a prenderci alle 6…notte fonda per noi! Bizzarro vedere quante persone ci siano già (o ancora?) in giro. Probabilmente anche qui funziona come in Italia, siamo all’inizio del week end e si fa festa.  Anyway ce ne stiamo un paio d’ore al porto a sonnecchiare finché ci fanno salire su una speedy boat dove non ci sono neanche posti sufficienti per tutti. Un gruppo di italiani viene trasferito su un’altra barca e, dopo aver perso parecchio tempo, riusciamo a partire. Il pensiero di fare 5 ore di navigazione in quella barca stretta e senza nessun servizio non ci alletta. C’è una coppia di cinesi che non ne vuole sapere di viaggiare così ma, dopo qualche telefonata concitata, si decide a salire. Dopo un paio d’ore, proprio quando mi stavo addormentando, ci trasferiscono su un traghetto più grande e confortevole. Lì sì che si dorme…gli altri però… Non si arriva mai! Passano 5 ore e poi 6 e poi 7. L’arrivo previsto per le 13,30 slitta alle 15,30 ma finalmente ci siamo. Il traghetto è troppo grande per avvicinarsi alla spiaggia e perciò ci fermiamo in una chiatta a circa 1 km dalla riva dove paghiamo sia la tassa per entrare nel parco nazionale di Tarutao, l’arcipelago di circa 70 isole di cui fa parte anche Koh Lipe, che il trasporto via long tail, le tipiche barche tailandesi, che, a gruppi di circa 10 persone, ci portano a riva. Avevamo letto che a Koh Lipe ci sono 3 porti ma scopriremo ora che sono solo 3 moli distanziati circa 200 metri l’uno dall’altro, ma tutti sulla stessa spiaggia. Sbarchiamo e troviamo ad attenderci i fattorini del nostro hotel che ci portano a destinazione. Ci sembra di essere lontanissimi dal porto perché il furgoncino fa un giro strano all’interno dell’isola ma invece il nostro hotel è proprio sulla stessa spiaggia del pontile, a soli 300 metri di distanza. Mi accorgo di aver dimenticato lo zaino da qualche parte ma i fattorini del nostro hotel, lo Zodiac Beach, si fanno in quattro per ritrovarlo, riuscendoci. Ero abbastanza tranquilla perché l’isola è piccola e lo zaino non poteva essere chissà dove ma, fino a che non lo rivedo, rimango un po’ attanagliata dall’ansia. Noto che l’averlo trovato è un sollievo per me ma anche per i fattorini, come se fosse stata una loro responsabilità. Li ringrazio in mille modi e rimarrò stupita, anche nei giorni seguenti, della celerità ed efficienza del loro aiuto.  Uno stupore che ora si rivolge al luogo in cui siamo. La nostra casa per i prossimi 5 giorni sarà un bellissimo bungalow di legno, a ridosso della spiaggia ma immerso in un coloratissimo e curato giardino tropicale e con le strade fatte non di asfalto ma di sabbia, una sabbia che (e non esagero) sembra talco, da tanto è soffice e chiara. L’interno è essenziale ma carinissimo, letto grande, cuscini dappertutto e perfino gli accappatoi. Presi dalla fame ci dirigiamo al ristorante dell’hotel che si trova fronte spiaggia, come nelle migliori foto e pubblicità. Solo che questa è realtà e a noi non sembra vero. Sabbia bianca, mare azzurro, blu, turchese, verde. Una miriade di colori tutti racchiusi in un unico mare, questa è Koh Lipe. Un’isola larga 2,5 km e lunga 2, con 3 spiagge principali, Pattaya, Sunrise e Sunset e un’arteria principale, la Walking street, obbligatoriamente pedonale, dove si concentrano i tipicissimi ristorantini e negozietti.

Zodiac beach resort – Koh Lipe

Pattaya è la spiaggia dove siamo noi ed è anche la principale perché, oltre ai moli, vi si trovano dei bellissimi locali dove, alla sera, al lume delle candele o delle lanterne, preparano buonissimi piatti tipici o aperitivi al ritmo di musica. Quando è buio ci si può accoccolare su un cuscinone in spiaggia a godersi un buon aperitivo con la musica in sottofondo, oppure ci si può sedere sulla sabbia o nuotare pigramente nell’acqua sempre calda ad ammirare un incredibile tramonto con tutte le sfumature dell’arcobaleno.

Sunset in Koh Lipe
Pattaya Beach – Koh Lipe

Da qui parte anche la Walking street, che noi ci affrettiamo a scoprire. Ci sembra di essere tornati a Phi Phi Island, la più famosa isola della Thailandia dove è stato girato il film “The beach” con Leonardo di Caprio, anche lei percorsa da una lunga via pedonale piena di gente in costume e infradito che mangia ad ogni ora e che curiosa tra le bancarelle.  Qui però è tutto più tranquillo, è tutto più a misura d’uomo. Sicuramente l’isola ospita un numero minore di turisti rispetto a Phi Phi e questo la rende meno caotica e affollata. L’atmosfera che si respira è comunque molto simile, fatta di libertà, gioia, calore e vacanza.

Walking street – Koh Lipe

Lunedì 14 gennaio – Sunrise beach

Ieri siamo stati seduti quasi tutto il giorno perciò oggi si cammina! L’idea è quella di fare il giro delle spiagge. Passiamo per Sunset beach, incantevole e per niente affollata. Distese di sabbia interrotte da scogli e ombreggiate da palme altissime. Pochi ma assai carini i chioschetti che offrono buon cibo a pochissimi bath.

Lunch – Sunset Beach
Sweet boys

Siamo troppo curiosi e continuiamo nel nostro giro fino a Sunrise Beach. Notiamo immediatamente una piccolissima isola a poca distanza e, avendo pinne, maschere e tanta voglia di vedere i coralli e i  pesci colorati delle isole del Tarutao, prendiamo subito una long tail. Qui, come in molte isole della Thailandia, si contratta il prezzo e l’orario per l’andata e il ritorno dato che il marinaio non ha nessuna intenzione di stare ad aspettare tutto il tempo. Il pagamento è sempre anticipato ma non conosco nessuno che sia stato lasciato abbandonato in qualche isola deserta. Bisogna solo fare attenzione al numero della long tail perché se si sale su quella sbagliata, si rischia di dover pagare di nuovo.

Long tail
Andaman Sea

 L’isola è davvero vicinissima, conosceremo poi due spagnoli che ci sono arrivati a piedi e dei ragazzi che ci arrivano in kayak. Presi dall’entusiasmo non ci avevamo neanche pensato ma un giro nelle tipiche long tail è sempre un piacere. Qui comincia la vera vacanza di mare, muniti di maschera e pinne passeremo in mezzo ai coralli e vedremo coloratissimi pesci di ogni specie e misura. Piccoli, grandi, simpatici e….che mordono…proprio così. Probabilmente siamo vicini alle loro tane perché prima ci guardano ammiccanti ma poi, appena ci giriamo, ci mordono i polpacci.  Niente di grave, per carità, ma neanche tanto piacevole. Anche gli altri pochi avventori condividono, sorridendo, questa nostra esperienza.

Doing snorkeling in Koh Lipe

Arriva l’alta marea ma, fortunatamente, anche la nostra long tail che ci riporta a Sunrise beach, dove ci aspettano dei deliziosi gazebi in legno perfetti per poter gustare il nostro adorato mango sticky rice.

Sunrise Beach – Koh Lipe

Per tornare a Pattaya ci addentriamo all’interno dell’isola. Le strade, un misto di sabbia e terra, sono parecchio dissestate. Spesso i motorini e i carretti dei nativi che vi circolano, devono fare le acrobazie per evitare le buche più profonde. Stride parecchio il lusso dei resort più belli con le baracche degli abitanti, 4 muri coperti da lastre di lamiera e dove deve fare un caldo infernale.  Gli abitanti, infatti, sono tutti seduti fuori, con i bambini che corrono, giocano e rispondono sorridenti al nostro saluto. Credo che sappiano com’è il mondo fuori dalla loro isola perché hanno le parabole e i cellulari ma non c’è nessuna tristezza in loro, questa è la vita che conoscono e la apprezzano così com’è.

In una laterale della Walking street conosciamo un altro italiano, proprietario di una pizzeria. Anche lui, come Francesco che avevamo conosciuto a Patong, è del Trentino. Dal freddo al caldo, così si fa.

Martedì 15 gennaio: Koh Adang e View Point

Una delle isole più famose del Tarutao è Koh Adang, conosciuta per il bellissimo view point e per lo snorkelling tra i suoi coralli. È vicinissima a Koh Lipe e ci si può arrivare con le numerose gite organizzate che partono dalle isole vicine oppure via long tail da Sunrise beach. Prevedendo di dover camminare un bel po’ durante il giorno, preferiamo farci portare a Sunrise beach via ruote. Un autista dell’hotel ci aspetta con una specie di side car dove, al posto del sedile del passeggero, ci sono dei sedili e un contenitore che, immagino, serva per trasportare valigie e ogni altro genere di merce. Gli ammortizzatori sono un po’ andati e le nostre schiene non ne sono molto felici ma noi ce ne freghiamo, è così divertente passare in mezzo all’isola e poter vedere e apprezzarne ogni angolo. L’autista ci lascia vicino ad una scuola dove vediamo dei ragazzini, tutti in fila e con colorate divise tutte uguali, pronti per fare educazione fisica. Sono bellissimi.

Ready for school
(Un)comfortable taxi

Come ieri, contrattiamo il prezzo e l’orario della long tail. I marinai sono tutti seduti su una panca in attesa degli eventuali clienti ma solo uno, quello che sembra essere il capo, contratta e decide chi mandare in mare.  Ah…l’organizzazione tailandese!

Dopo circa 15 minuti arriviamo a Koh Adang.  Si nota subito che è poco abitata e che la ricezione turistica è assai limitata. È semideserta, fatta eccezione per un paio di long tails in attesa di quei pochi turisti che si fermano lì. C’è un locale dove si possono chiedere informazioni e un ristorante lungo la spiaggia che non offre grande gentilezza ma almeno c’è.  La prima impressione non è buonissima, la spiaggia non è molto soffice e l’acqua è meno bella che a Koh Lipe, perlomeno dove sbarchiamo noi. Ci incamminiamo subito per il View Point, del quale avevamo visto foto strepitose. Un’oretta circa di salita in mezzo al verde della foresta e l’arrivo al View Point ci ripagano della prima brutta impressione. Uno spettacolo! Sotto di noi una distesa d’acqua con tutte le gradazioni dal verde al blu. Sopra di noi un cielo azzurrissimo con qualche rada nuvola bianca e, in mezzo a questa bellezza, l’intera isola di Koh Lipe, con le sue spiagge bianche a fare da contrasto alle palme verdi a e ai tetti in legno che spuntano tra le piante. Faremo, credo, le foto più belle dell’intero viaggio.

View Point – Koh Adang

Ritornando incrociamo altri turisti, alcuni alquanto affaticati dalla salita e dal caldo. Non sanno ancora che saranno ampiamente ripagati di tanta fatica.

Torniamo al punto di partenza perché sappiamo che dall’altra parte dell’isola ci sono le cascate. Via di nuovo in mezzo al bosco, su e giù per tronchi, ruscelli e scalini naturali accompagnati dal canto degli uccelli più strani. Le cascate, come avevamo già sperimentato dato che siamo nella stagione secca, non sono un granché ma, come sempre, il tragitto per arrivarci, vale tutta la fatica spesa.

Forest in Koh Adang

Da Sunrise beach torniamo in hotel a piedi per rivivere l’atmosfera di questa isola paradisiaca e per fare una sosta al 7/11, un supermercato di una catena che ha negozi in tutta la Thailandia, (e non solo) aperto 24 ore al giorno e dove si può trovare di tutto, compresi dei buonissimi toast e del buon caffè. Ogni volta che ci passiamo davanti, incontriamo una cagnolina incinta che se ne sta distesa al fresco del marmo e che non chiede nulla ma che prende volentieri qualche pezzetto di cibo offerto dai passanti inteneriti dalla sua condizione. I cani qui sono molto amati. Se ne trovano dappertutto, anche in spiaggia. Ma sono tranquillissimi e si lasciano accarezzare da chiunque ami i cani. Giocano tra di loro e ogni tanto si rinfrescano bagnandosi in mare.

Mercoledì 16 gennaiogirovagando per l’isola

Dopo Koh Lipe vogliamo andare a Langkawy, l’isola malese più vicina alla Thailandia. Avevamo già visto che con in traghetto era sufficiente un’ora e mezza per arrivarci da Koh Lipe e perciò andiamo a prenderci il biglietto. È sempre meglio farlo un paio di giorni prima per non rischiare di rimanere a piedi. È tutto molto semplice, basta recarsi la mattina della partenza allo sportello controllo passaporti, vicino a uno dei moli di Pattaya, e consegnare i biglietti e i documenti che verranno poi restituiti in battello col timbro per la Malesia. L’organizzazione è sempre eccellente e c’è sempre del personale pronto a spiegare o ad aiutare i turisti impacciati.  Comunque, prendiamo il biglietto che, come sempre, è a buon prezzo, e ci concediamo una crepes con mango e nutella…quando ci vuole ci vuole. Però poi, presi dai sensi di colpa, decidiamo di camminare ancora un po’ e, subito dopo il nostro hotel, prendiamo per un vecchio ponte di legno che ci porta a scoprire una piccola baia dove faremo altre foto strepitose e dove scopriremo un altro villaggio di bei bungalow leggermente in collina e un ristorante gestito da Mariona, una simpatica spagnola che parla un po’ tutte le lingue.   

Koh Lipe

La sera, mentre cerchiamo un ristorantino dove mangiare, ci imbattiamo in un chiosco che vende pizza al taglio fatta col forno a legna. Dopo giorni di cibo tailandese, uno strappo ci sta e ci lasciamo tentare, anche per la gentilezza dei proprietari che ci spostano le sedie per farci accomodare lontano dal forno e dal suo calore.  La mia scelta cade sulla pizza con l’ananas, l’hawaiana. Dovevo venire in Thailandia per scoprire che questa pizza, pur avendola vista anche in Italia, è buonissima.

Giovedì 17 gennaio: kayak

Anche Koh Lipe ha il suo piccolo View Point. Niente a che vedere con quello di Koh Adang però, nel suo piccolo è notevole, la vista è incantevole e permette di vedere una parte dell’isola che dalle spiagge non si vede.  Non è molto pubblicizzato, difatti troviamo le indicazioni per sbaglio. Cercandolo passiamo vicino ad un rasta bar. Nell’isola ce n’è più di uno. Sono carinissimi e molto accoglienti, con le foto di Bob Marley appese e l’arredamento con i colori del suo berretto. I ragazzi che ci lavorano sono gentili e fanno dei buonissimi cocktails, spesso accompagnati da musica live.

View point Koh Lipe
Reggae Bar – Koh Lipe

Nel pomeriggio decidiamo di prenderci un kayak e di andare a zonzo per il mar delle Andamane. Non potevamo fare scelta più azzeccata. Il misto verdeazzurro del mare e i suoi fondali ombreggiati dagli scogli sono un’immagine che non si può dimenticare.

Wandering through wonders

Andiamo verso la parte più selvaggia dell’isola, dove le rive sono piene di scogli dalle forme più belle e strane e dove, ogni tanto, spunta qualche piccolissima spiaggetta. Ci fermiamo in una di queste e ci muniamo immediatamente di maschera e boccaglio. Io non sono mai stata a Sharm El Sheik o in posti famosi per lo snorkeling ma quello che vedo qui è sicuramente una cosa di rara bellezza. Coralli e anemoni blu, viola, gialli e pesci di varie grandezze e colore. Seguo con lo sguardo un simpatico pesce che si infila in mezzo ai coralli e vedo una cosa che non dimenticherò più. Il pesciolino Nemo! Il famosissimo e dolcissimo pesce pagliaccio arancio, nero e bianco reso famoso dal film di animazione.  Fisso l’attenzione e vedo che i piccolissimi Nemo sono due. Entrano ed escono da un corallo, muovendo velocissimi quelle piccole code colorate, quasi a rincorrersi. Chiamo subito Miro che rimane stupito quanto me da questa scoperta. Rimaniamo minuti e minuti a guardare questo spettacolo della natura finché, a malincuore, pensiamo sia giunta l’ora di tornare.

Kayak in Koh Lipe
Nemo!!!!

Mentre ci abbrustoliamo ancora un pò sugli sdrai del nostro hotel, improvvisamente, verso le 6 di pomeriggio, il cielo diventa cupo e arriva un temporale. Nuotare nell’acqua calda, con la pioggia fredda che cade è sempre stata una mia grande passione. Corro in bungalow a mettere al riparo tutto quello che era fuori e si poteva bagnare e mi precipito in mare per tuffarmi in quell’acqua caldissima. La pioggia è così forte che sembra tagliente ma non fa niente, è troppo bello e vedo che questa passione è condivisa da altri turisti che, come me e Miro, si lasciano trasportare da questo eccesso di follia. Ricordo che quando ero bimba, nella piscina della mia città, ogni volta che pioveva, ci facevano uscire dall’acqua per paura dei fulmini. Qui nessuno ci dice niente e perciò ci godiamo fino all’ultima goccia di questa meravigliosa pioggia.

To be continued…

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